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venerdì 23 ottobre 2020

  


 L'autoregolazione emotiva del  bambino è un aspetto che è strettamente legata al ruolo dell'adulto.

Come ho già più volte scritto, i bambini sono come "spugne" ( diceva la Montessori) osservano il nostro comportamento, il comportamento di adulti a cui vogliono bene, e lo assorbono,  fanno propri atteggiamenti per  imitarli. Tra questi, urlare o avere atteggiamenti intimidatori per sgridare , possono davvero  incidere sulla regolazione emotiva.

Con un allenamento e buone pratiche , l'emozioni primarie, come la rabbia e la paura che sono innate, andranno pian piano distinte e riconosciute, per arrivare a dargli un nome .

Incoraggiamo a i bambini a raccontare quello che provano , ascoltandoli e condividendo ( so che sei arrabbiato, ma ora dobbiamo andare...).Devono sapere che anche quando si arrabbiano , sono amati , attraverso un abbraccio , una carezza.

A scuola, spesso , davanti ad un rifiuto, a un gioco conteso, o ad un interruzione di qualcosa che si sta facendo, alcuni bambini reagiscono con capricci e rabbia, oppure davanti a nuove esperienze di gioco, di gruppo, la paura traspare. L'adulto osservando, con tranquillità accoglie il bambino e con lui condivide ciò che sta succedendo.

Vanno divise le azioni dalle emozioni: le azioni le scegliamo nel bene e nel male ( stare con un amico o dargli un pugno perché non mi fa vincere), le emozioni no , le devo conoscere e gestire. Provare alcune emozioni non ci da il diritto di agire indifferentemente.

Comunque davanti a questi atteggiamenti, attenti alle punizioni, semmai perdendo a nostra volta il controllo della situazione con grida.

In casa creiamo uno spazio dove il bambino può isolarsi, per riprendersi, per calmarsi , guidato dall'adulto, ritrovata la calma, per capire cos'è successo, e rivedere le proprie azioni e le proprie emozioni.

Poi, non minimizziamo mai le paure e le preoccupazioni dei nostri bambini.


venerdì 16 ottobre 2020

 Quante volte ho sentito chiedere ai propri figli di 3-4 anni " vuoi rimanere anche il pomeriggio o esco da lavorare e ti vengo a prendere". Accade spesso che alcuni genitori lascino precocemente liberi di decidere i propri figli, che in realtà non sono in grado di farlo: ciò per paura di perdere il loro affetto oppure perché

davanti a un no si teme la reazione negativa. Come non ricordare le sceneggiate in un supermercato dove, il bambino, voleva comprare tutto ciò che era simile a giocattoli?

Ma il saper decidere è una competenza che il bambino deve prima acquisire.

Le grandi decisioni spettano ai genitori ( ad esempio davanti ad una separazione, far scegliere con chi stare o quando, oppure se andare a catechismo, o se praticare uno sport o meno) , i bambini non dovrebbero mai essere messi davanti a decisioni che la loro mente e non è in grado di compiere. Come sta ai genitori prendere decisioni impopolari. Anche quando è il periodo dell'adolescenza.

                                                                                                 Però le capacità decisionali vanno esercitate fin dall'infanzia: " cosa preferisci per merenda biscotti o la banana" , "preferisci che giochiamo alle costruzioni o guardiamo e leggiamo un libro". Tramite queste domande,  davanti a poche e piccole cose si dà la possibilità di prendere decisioni .

Un bambino si mette in contatto con il suo sentire , con ciò che pensa. L'importante è mantenere fede alla decisione presa, portarla fino in fondo. E soprattutto lasciarlo sbagliare senza dire " te l'avevo detto", è importante crescere con una buona autocritica.

Aiutiamoli semmai a non essere istintivi nelle scelte , a ponderare bene, ma non insinuiamo il dubbio, l'insicurezza è pronta a farla da padrona.

Al nido e alla scuola dell'infanzia il bambino è posto davanti a tante scelte ogni giorno: con chi giocare, con quali giochi, quale libro scegliere, cosa disegnare. All'adulto il compito di non interferire nella scelta se è un momento di gioco libero, ma fatta la scelta aiutarlo a mantenerla.

"La libertà di scelta è un desiderio universale e contemporaneamente qualcosa di cui si ha paura”. Søren Aabye Kierkegaard


giovedì 1 ottobre 2020

2 ottobre : festa dei nonni.

Sicuramente oggi, figure di riferimento  nella famiglia e nella società, dal punto di vista pratico ( portare figli o riprenderli da scuola, o dalla palestra, oppure passare il tempo con loro dopo la scuola) ed emotivo ( le emozioni e i momenti di gioia  sono tanti) sono i NONNI.

 " I nonni sono un tesoro" Papa Francesco

Ciò che mi colpisce di più è sentire parlare dei propri genitori affettuosi, permissivi, accondiscendenti con i nipoti, quando invece non lo erano stati con loro.

I Nonni sono un continuo riferimento che segnano e insegnano molto per la crescita dei bimbi:

- la pazienza: ad una certa età non è possibile tutto e subito, il bambino vive l'esperienza con rispetto  di chi è più anziano, per condividere, per osservare e chiacchierare.

- Il tempo: tempo che porta con sé ogni esperienza, tempo da vivere pienamente in tutte le età della vita, per condividere, osservare, chiacchierare. 

- L'importanza della tradizione: la memoria, la storia, che fa parte anche della vita dei bimbi, con le feste, i vari momenti che uniscono e che sono significativi moralmente, spiritualmente e affettivamente.


Nei nidi e nelle scuole i talenti e l'esperienze dei nonni sono diventate parte integrante e costante della vita educativa:

-fare l'orto con costanza, precisione e la condivisione dell'attesa della nascita delle piantine dopo aver insegnato la cura e il rispetto.

- raccontare storie fantastiche oppure ricordi del passato tristi e felici che hanno lasciato un segno e una riflessione da condividere.

-la condivisione di laboratori di cucina o manipolazione, dove la precisione, l'importanza di tutti gli elementi e l'esperienza insegnano che l'allenamento e l'esperienza fanno crescere. 

Per cui consideriamo sempre che, i nonni,. possono avere un ruolo fondamentale nell'educazione emotiva e sociale dei bambini, ed essere testimoni di valori ed esperienze.


venerdì 25 settembre 2020

Stare all'aperto...ci si tenta. Eppure tante sono le paure, le preoccupazioni, l'organizzazione.

Ma ora più che mai è importante provarci.


Qualche anno fa , ho visitato le scuole dell'infanzia di Helsinki: chiaro ,clima e abitudini diverse.

Ciò che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso è stata la tranquillità dei bambini all'aperto ( temperatura -1°) , ma soprattutto le maestre che ci dicevano che i bambini difficilmente si ammalano.

          " Per un bambino piccolo, non ancora in grado di apprendere dalla pagina stampata o di sostenere la routine scolastica, la Natura è una fonte infallibile di divertimento e istruzione" Ellen G. White.


In questi giorni in cui ancora il tempo lo permette, guardando i bambini che giocano all'aperto, ci sono alcuni motivi da tenere presente a proposito della natura che fa bene.

Le scoperte e la stupore : natura piena di stimoli e scoperte che solitamente i bambini trovano nei video o nei libri. Un bambino stamattina , mi ha mostrato un lombrico e cercava di capire con sue argomentazioni, attirando l'interesse dei suoi amici, quale era la testa e quale la coda, cosa mangiava per vivere e com'era la sua tana.

Il movimento:  specialmente nei primi anni di vita, per avere un corretto sviluppo sensoriale i bambini hanno bisogno di stimoli. Correre, saltare, camminare, scavare, costruire all'aperto sono sollecitazioni per il bambino , per scoprire il suo corpo, la fatica e i suoi limiti.

L'adattamento: essere pronti all'imprevisto del tempo che cambia, senza perdere la calma, ma imparando ad organizzarsi.

La creatività e la fantasia: esplorando la realtà i bambini vengono stimolati a prendere iniziative, nella capacità di trovare soluzioni davanti ai problemi e nella costruzione di avventure. Un bambino mi raccontava di stare attento ad avvicinarmi ad una roccia , perché dietro si nascondeva un dinosauro.

Di tante attività sportive, manipolative, linguistiche a cui iscriviamo i nostri bambini, ricordiamo di dare spazio e tempo alla natura, il modo migliore per preparare i bambini a qualsiasi apprendimento futuro.

                                                                                                         

venerdì 18 settembre 2020

 Lamentarsi ormai è parte del nostro modo di essere. 

Lamentarsi del degrado, del non rispetto di regole, contro lo stato , contro la Chiesa, contro la scuola,contro il vicino.

Quando penso che tutti siamo educatori e testimoni dei valori in cui crediamo, se il lamento fa parte della nostra modalità di relazione, sicuramente un bambino che ascolta e osserva si adeguerà a questa modalità.

L'esempio è sempre lo strumento di insegnamento più efficace. 

Cercare l'aspetto positivo sempre, anche negli eventi più avversi, essere appassionati di ciò che facciamo, assumersi responsabilità avendo presente che le azioni hanno un peso e determinano conseguenze, non giudicare gli altri, possono essere alcune piste di lavoro e di vita da condividere , fin da subito, con i nostri bambini.

Aggiungo inoltre dare senza chiedere nulla in cambio, e essere grati e felici di ciò che abbiamo, sono aspetti che aiutano a crescere con maggiore  serenità.


 Infine fare sentire i  bambini  "preziosi" per ciò che fanno di bello e positivo , o fatto bene ,fa crescere l'autostima e aumenta la gioia perla vita.


Significativa è la testimonianza di Maya Angelou, scrittrice e attivista dei diritti civili:" Se qualcosa non ti piace, cambiala. Se non puoi cambiarla, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti".


venerdì 4 settembre 2020

LA SCUOLA E' VITA

 Inizio settembre 2020 : incontri con i genitori nido e sc.infanzia. 

Ecco spuntare, in maniera evidente, le apprensioni, le paure, oltre le ansie che erano già presenti per il proprio piccolo che inizia il cammino all'interno della comunità più ampia.

Oltre al racconto della giornata, al materiale da portare, agli spazi interni e soprattutto ai giardini, ecco le prime novità, che portano disorientamento, ma soprattutto razionalizzazione di ciò che sarà questo inizio di scuola.

                                                                                                                                                                   Le Bolle...non bolle di sapone, ma sezioni, classi, che vivranno il loro tempo                                   sempre insieme, evitando mescolamenti con altri gruppi.

Patto di corresponsabilità: le famiglie si impegnano perché i loro figli vengano a scuola in salute.

Certificato del pediatra, ora previsti , ma fra qualche giorno chissà.

Ma aldilà di tutto ricordiamo che la scuola è VITA, fatta di scoperte, curiosità, di relazioni, di fantasia.


Questo ci diciamo con le educatrici e le maestre.

Questo i bambini e le famiglie devono "respirare".

VITA di inclusione per tutti, VITA di cura, con la giusta attenzioni ai sentimenti,all'ascolto, alle necessità, all'apprendimento.

Ricordando poi che, oltre l'orario di scuola, c'é altra Vita, con nuove emozioni e incontri da scoprire 

sabato 29 agosto 2020

 Sono cresciuto con un monito:"Non dire le bugie e o vai all'inferno".

Le BUGIE...per i bambini fanno parte del  cammino di crescita e possiamo anche dare una spiegazione. Fino ad una certa età, finzione, desiderio e realtà si confondono. In seguito la paura di deludere le aspettative di chi amano, oppure di insuccessi e vergogne, tanto da nascondere ciò che è successo.

Oppure sottrarsi al controllo degli adulti e delle loro ansie, per non essere messi sotto pressione, sono tutte motivazioni che spingono i bambini, e non solo, a mentire.

I motivi, come dicevo, in base all'età sono tanti, con possibili spiegazioni.

L'atteggiamento dell'adulto per cui non può essere solo inquisitorio e repressivo e punitivo. 

Alla base, come sempre c'è l'ascolto e il dialogo, stabilendo regole e modalità di riflessione.

Con un'adolescente ad esempio significativo e presentare a loro il nostro stato d'animo, l'essere dispiaciuti e amareggiati.

Ma come sempre l'esempio è il metodo educativo più efficace.

Come adulti, usare le bugie con l'idea di proteggerli o per superficialità, perché complicato tradurre esperienze  e renderle comprensibili, non è certo la modalità adatta.

Ai bambini bisognerebbe sempre dire la verità, soprattutto in merito a ciò che li riguarda, che non vuole dire "confessarsi" a loro.

Oggi più che mai, come non riflettere , sulle bugie , quando, nella nostra società, siamo accerchiati da verità fittizie , contraddittorie, o irreali. 




Eppure stiamo tracciando e costruendo il futuro dei nostri bambini, per cui noi decidiamo quali sono i
principi su cui basare la loro crescita e il loro futuro.

" Con una bugia, un uomo annienta la sua dignità di uomo".( E.Kant)


venerdì 21 agosto 2020

 Gli abbracci, i baci, le coccole fanno bene e provocano "cascate di benessere" al bimbo che li riceve.

 A tutti noi piace essere coccolati, pensiamo tra l'altro al boom dei centri benessere, ai massaggi, all'esplosione di programmi di cucina...e tanto altro.

Ma ritornando ai bambini, le coccole hanno un effetto potente e attraverso gesti semplici, rafforzano la fiducia negli altri e l'autostima.

" La quantità di legami nella prima infanzia è determinante per costruire rapporti felici nell'età adulta e trasmetterle ai figli" così la professoressa Ordinario di psicologia sociale alla Sapienza di Roma, Grazia Attili.

I bambini hanno bisogno di attenzione , coccole per potere avere uno sviluppo ottimale.

Che non vuole dire farsi tiranneggiare, e neanche essere viziati. I vizi semmai nascono con l'assenza di affetto colmata in altro modo.

Più che mai, ora, anche i più grandi, fanno i "duri", o i pensierosi o

preoccupati, ma l'abbraccio della mamma o del babbo, fanno la differenza.

Soprattutto dopo un brutto sogno, una delusione, una grande paura, l' abbraccio vale più di mille parole.

venerdì 14 agosto 2020

 Grotte di Postumia

La guida raccoglie il gruppo degli italiani paganti per l'ingresso in trenino; dopo il benvenuto , una breve introduzione di storia, ci chiede di rispettare qualche norma: la prima non toccare le rocce, perché il grasso sulle nostre mani impedisce alle stalagmiti di crescere.

Inoltre di stare attenti all'utilizzo del flash, sia per il rispetto di tutti, poi per godere al meglio le bellezze della natura.

Arrivati con il trenino alla base dell' inizio della passeggiata, tra le meraviglie sotterranee,  un nonno invita il nipote " tocca la roccia senti come sono umide e fredde".

Qualche minuto dopo, arrivati alla magnifica grotta bianca, il tutto passa in  secondo piano rispetto all'ondata di flash che invade quel luogo.

Ovvio che viene da chiedersi: ma davanti ad adulti che, o non ascoltano o scelgono di non rispettare regole di convivenza civile, che esempio ne traggono i bambini che ci osservano ?

Spesso esprimiamo pensieri di protesta, di sdegno davanti ad una società , un ente pubblico, lo Stato , per il poco impegno o interesse a rispettare il nostro territorio, i monumenti, la natura, le persone.

Lo Sdegno viene scoperto dai nostri bambini come modalità comunicativa.

Ma noi siamo i messaggeri dei nostri valori, noi siamo i primi testimoni del rispetto degli altri e dei doni della natura .

Da settembre, fin dalla scuola dell'infanzia, inizierà, obbligatoriamente, il suo percorso "Cittadinanza attiva",  educazione civica. In tutte le scuole.

Dentro c'è: l'aver cura di sé, della società, dei luoghi in cui vivi, della capacità di interagire con gli altri, con sensibilità e attenzione alle pluralità delle culture.

Il percorso verrà vissuto, pensato con i propri amici e le maestre.

Ma il tutto potrà avere un senso se vissuto e condiviso con la FAMIGLIA.

domenica 9 agosto 2020

 "Il paese delle vacanze non è segnato, ma di tutti i paesi è certo il più beato."  da "Il paese delle vacanze" di Gianni Rodari

Vacanza, per una famiglia, grande esperienza di comunità.

 Anche in questo periodo, anche in questa estate che rimarrà nei ricordi di ognuno di noi.

Per i bambini l'esperienza con la propria famiglia, qualunque sia, conta sul vivere insieme momenti ed esperienze, che durante l'anno non sono possibili.

 E' curiosare, sperimentare, giocare, rilassarsi, esporsi all'insolito, ritrovare un buon clima familiare, costruire insieme ricordi indelebili dando

valore alla relazione. Tenendo conto delle esigenze di tutti

Rimanendo responsabili e rispettosi di alcune regole, l'importante è non passare oltre, non esagerare con le paure e le angosce, anche in vista della scuola che finalmente ripartirà.

Ricordiamo anche che se per un adulto vacanza è anche non fare nulla, questo per un bimbo non ha significato, basta avere un pò di stimoli offerti dalla natura, per creare così il loro "non far niente".

Ma sopratutto viviamo tutto senza stress, senza voler correre, fare, vedere....anche senza qualche ordine e divieto in meno,cercare di vivere con meno tensioni e più allegria.

venerdì 24 luglio 2020

 Guardando allenamenti di scalatori principianti, più volte viene sottolineato che ci si allena in sicurezza, riferendosi ad un compagno e alle corde che trattengono chi cade, senza gravi danni.
E così anche  i bambini, lasciamoli sbagliare, li aiuteremo a crescere.
Per un'infinità di motivi, spesso  genitori ed anche educatori, rimuovono ostacoli, difficoltà, nel percorso di vita dei bimbi privandoli delle lezioni più importanti dell'infanzia.
Ma essere vicino alla crescita non è questo.
IPERPROTEZIONE è l'eccesso di tutela, di protezione che si mette in atto verso chi è più debole e ritenuto incapace di difendersi.
"Non correre che sudi poi ti ammali", " no,non lo fare perché ti fai male e ti sporchi", " attento è pericoloso stare con quel bambino", pensieri  e raccomandazioni che ritornano continuamente a scuola, nel parco  e in diverse famiglie.
 Così inculchiamo la paura per il mondo, per la gente che sono pericolosi. E soprattutto l'ansia e il senso di inadeguatezza, poi  rabbia, prendono il sopravvento.
Ma il nostro scopo non è quello di far crescere con la paura, o di quello che potrebbe succedere, evitando tutti i problemi e dipendendo sempre da qualcuno. Lo sanno gli adolescenti che se cresciuti senza strumenti per affrontare la vita e il loro stato d'animo, vanno in crisi.
Come adulti dare regole, stabilire le conseguenze se non rispettate, non è per aumentare la paura, ma per educare , lasciando da parte il già sentito " poverino è piccolo".
Quando un bimbo impara a camminare,cade, piange, gattona, si rialza....non è una colpa o incapacità.
Si cresce in autostima ,in autonomia e personalità, gioendo per la tenacia e l'impegno. Per questo, non serve lo scudo spaziale, ma sapere, che  un'insuccesso non provoca meno amore e meno stima da parte nostra.

venerdì 17 luglio 2020

"Non c'è paracadute nel pozzo senza fondo dell'abbandono" - da "Bianca come il latte rossa come il sangue "di Alessandro D'avenia
Nel periodo estivo di ogni anno si parla molto spesso di abbandono di cani o gatti, chiedendo a tutti di essere responsabili , di trattare dignitosamente gli animali.
Il termine abbandono porta con sé il lasciare qualcuno , il non curarsi più.
Quando un bambino viene abbandonato, rimangono in lui segni e profonde ferite, anche inconsce, che rimangono e condizionano il cammino della vita.
Chiaramente si pensa alla separazione tra due genitori, per cui fisicamente l'esperienza familiare cambia improvvisamente .
Ma c'è un abbandono emotivo, che è importante come quello fisico, che fa scomparire l'autenticità emotiva, per far trasparire disinteresse, apatia, freddezza.
Quando come genitori non siamo presenti, sia fisicamente, ma soprattutto relazionalmente , senza un rinforzo dei vincoli affettivi, senza dimostrazioni d'amore, quali un abbraccio, una conversazione, un gesto d'affetto  e pensiamo di rimpiazzarli con altri mezzi, cresce quell'abbandono emotivo che fa più male di tante parole cattive o schiaffi.
Ricordiamo che i bambini "assorbono" l'ambiente e l'esempio delle persone con cui crescono.
Nei momenti in cui siamo insieme, viviamoli pienamente per e con loro.
Una pacca sulla spalla, un abbraccio, una carezza, l'appoggiare i suoi giochi, condividere le passioni, sono modalità per dimostrare al bambino che non è solo in questo mondo e CHE VOI CI SIETE.

venerdì 10 luglio 2020

Valorizzare le differenze, non temerle.
Inclusione, termine usato, strausato, abusato.....se ne parla tanto, anche nei nidi e nelle scuole.
INCLUSIONE è dare stessi diritti e opportunità, essere accolti e "avvolti", ricevere lo stesso affetto in quanto persone umane...valorizzando le differenze senza temerle.
Stabilito il valore , va stabilito come educare i bambini, se non con l'esempio quotidiano, metodologia che diventa strumento potentissimo.
Purtroppo come adulti siamo in crisi , davanti a differenze , punti di vista diversi, comportamenti non condivisi. Penso a quando un genitore, chiede di tenere lontano , in una sezione, una comunità, suo figlio da Tizio o Caio, perché esageratamente vivace,  o di colore, o zingaro. E' già una testimonianza di paura del mondo, da vivere l'altro come un nemico.
Ma i nostri bambini , soprattutto oggi, hanno bisogno di apprezzare le diverse culture , vivere  la diversità come un di più che ci completa, ci arricchisce. Chiunque ci arricchisce, e un bambino ha bisogno dell'esempio e della presenza dell'adulto per trarre da ogni esperienza e incontro, elementi e strumenti di crescita e conoscenza, per discernere e capire.
E' raro che i bambini siano preoccupati della diversità, del bimbo con handicap o di colore. Se lo sono è chiaramente perchè hanno respirato in casa i dubbi o le perplessità.
Fin da subito aiutiamoli a essere critici davanti alle notizie , ai post , ai commenti.
Quando i bambini giocano, quando sono piccoli , non notano nessuna differenza si divertono o litigano per quel gioco, per quelle regole e non per chi hanno vicino.
Valorizziamo e potenziamo questo atteggiamento che diventi "regola" di vita e arricchimento e normalità quotidiana.

venerdì 3 luglio 2020

Non si può avere tutto, neanche se è una lampada magica ad offrirne la possibilità.
Nella favola di Aladino, il genio offre la possibilità di esaudire 3 desideri.
 Il termine genio deriva dal latino e potrebbe essere angelo, uno spirito buono.
Per cui il genio della lampada rappresenta, non tanto la realizzazione del desiderio materiale dell'uomo, ma la sua capacità di scegliere in relazione al contesto e alle proprie esigenze.
Per tutti è importante desiderare, anche e soprattutto per i bambini.
DESIDERARE porta in sé come derivazione " stare sotto il cielo e cercare le stelle, notare la mancanza e attenderle con trepidazione, senza dare nulla per scontato"
Aiutiamoli però anche a distinguere tra bisogno e desiderio.
 Il bisogno è un appagamento concreto, una necessità dell'organismo ( il cibo, i vestiti, un passaggio), il desiderio è porsi in relazione con qualcosa a cui si tende che nasce dall'ambiente o dalla relazione con esso, ed è all'origine dell'agire.
 Il che vuole significare "guardare al futuro", spingersi alla ricerca per decidere di impegnarsi e col discernimento, scegliere in libertà.
Come educatori dobbiamo stare molto attenti a non uccidere il desiderio.
Quando un bimbo si ritrova pieno di regali, giochi, vestiti, tanto da avere cose neanche richieste, e non sente  la mancanza di niente, poi non ci dobbiamo stupire se da adolescente vive in uno stato amorfo, e va bene tutto così com'è, senza grandi pensieri e valori per cui lottare.
Assaggiare la mancanza, raggiungere la soddisfazione del desiderio, ti fa crescere, mette in moto strategie per raggiungere "la vetta" della montagna, cercando di utilizzare ciò che si ha, valorizzando e riscoprendo quello che è presente e attorno.
Se il genitore consegna tutto o facilita tutto, il desiderio, la scelta , l'impegno  per raggiungerlo non verranno vissute ne mai imparate e sperimentate, ovvero non ci sarà crescita.
Così pure la frustrazione che ne deriva, insegna l'importanza dell'attendere e anche che, non sempre si può avere tutto e subito.
Se un bambino desidera qualcosa e l'ottiene con capricci, o insistenti richieste, o l'ottiene e basta, non avrà messo in atto strategie e modalità per trattenersi dal godere di altro per perseguire quel desiderio specifico.

mercoledì 1 luglio 2020

C'era una volta un Re Video filastrocca sulle fiabe

C'era una volta un Re... dopo un periodo in cui le fiabe e favole classiche sono state messe in secondo piano, voglio ribadire l'importanza di queste storie per i temi simbolici universali con cui ogni persona si deve confrontare nella sua vita. Spesso il bambino si identifica con il protagonista delle fiabe e cerca anche lui la strada giusta cercando di superare i pericoli lungo il percorso(di crescita).
Tutto questo con la vicinanza dell'adulto, elemento di sicurezza.
 Ecco allora che presento oggi una filastrocca sulle favole, in questo tempo estivo per fantasticare e giocare con le fiabe.


venerdì 26 giugno 2020

Costruire e modificare, inventare e provare, far cadere e ricominciare,scoprire ed esplorare: queste sono le caratteristiche che un bambino mette in atto con i GIOCHI. Giocare è un'attività seria.
Tempo fa i bambini giocavano e si divertivano con ciò che trovavano, dalla natura o dalle cose date in casa. Con poco si fantasticava e si progettavano giochi per se stessi o di gruppo.
Quanto tempo passato con le bilie e la pista scavata in terra. Si studiavano e ci si accordava sulle regole, si tifava , si discuteva e si faceva pace.
Poi è venuta l'epoca dei Giocattoli "pensati dagli adulti",  sempre più futuristici, creando un mercato e condizionando il tempo dei bambini.
Ma se ci facciamo caso , un Gioco acquistato , molto colorato e accattivante, attira l'attenzione di un bimbo per un tempo più o meno limitato, se non essere dopo poco dimenticato.
Per un bambino può essere un gioco tutto ciò che stimola la fantasia, dà l'opportunità di costruire , imitare, cambiare in corso anche l'utilizzo e chiaramente relazionarsi.
Con un gioco , il bambino crea legami di intimità anche con i genitori. La cosa migliore è STARCI , rispettando le sue regole, le sue modalità, lasciando la possibilità di sbagliare e non " aspetto che ti faccio vedere io come si fa". In questo, ripetendo le stesse sequenze, riuscirà a padroneggiarle.
Se come educatori entriamo nell'ottica che il Giocattolo è un modo per entrare nel mondo dei bambini, accettando le loro regole e i loro svolgimento, creeremo un legame di forte condivisione.
I giocattoli sono il mezzo per i bambini per giocare e il gioco ti aiuta a capire e conoscere la vita.
E' una cosa seria. A noi, non alla tv o al cellulare o al gioco comprato in edicola ogni giorno, il compito di ESSERCI e STARCI.
Provate a contare quanti giochi avete in casa ...quanti esagerati stimoli, troppe distrazioni e di conseguenza incapacità di attenzione e concentrazione per tempi prolungati.
Il giocattolo non serve per "distrarlo" o sostituire il genitore , ma come strumento educativo.
" I bambini non amano chi gli regala i giocattoli, ma chi gioca con loro."


sabato 20 giugno 2020


VIDEO PER IL SOLSTIZIO D'ESTATE...... per voi bambini...e non!








lunedì 15 giugno 2020

" Non bastano bei panorami. Bisogna anche saper guardare. Oltre la Bellezza, è necessario lo Stupore" Pirri don Pino.
Se cerchiamo nella vita di tutti giorni il " WOWW"esiste raramente, perché inondati da notizie, filmati, video che arrivano in tempo reale da tutto il mondo.
Eppure nell'uomo la necessità e la voglia di scoprire qualcosa di nuovo e diverso, la capacità di approfondire sono innati. Meravigliarsi per le sorprese della vita è un desiderio da coltivare a qualsiasi età.
Per i bambini, poi, lo stupore e la sorpresa, sono significativi per la crescita.
 Per il processo educativo, la curiosità, gli imprevisti, la meraviglia incentivano  il processo di apprendimento e di ricerca.
I piccoli non danno niente per scontato e vederli gioire davanti all'apertura di un regalo, oppure davanti alle bolle di sapone, o a qualsiasi esperimento casalingo, fanno si che la loro osservazione,le domande, la costruzioni di ipotesi e le conclusioni, reali o meno, li spingono a camminare, crescere nelle loro competenze materiali e spirituali.
Diceva Tommaso D'Aquino ( teologo e filosofo)" lo stupore è il desiderio di sapere qualcosa".
 Ecco allora che il bambino necessità di un ambiente che possa interessarlo, incuriosirlo e catturare l'attenzione, in modo da far scattare quel meccanismo di sorpresa che lo spinge a costruire, far crollare, ricominciare, trovare soluzioni. Ma basta poco.
Al nido è un classico osservare i bambini che con rotoli di carta igienica costruiscono torri, oppure con le foglie scoprono colori e camminandoci sopra, rumori e profumi.
E ancora ....cosa dire di bimbi dell'infanzia che con lombrichi trovati in giardino, misurano lunghezze e forme geometriche.
Lo STUPORE oltre ad essere l'entrata d'accesso al bello , in genere, è anche una qualità che favorisce l'ascolto di se stessi e degli altri, con un attenzione e un rispetto delle emozioni e delle reazioni di chi gli sta vicino.
"L'inizio della nostra felicità sta nel comprendere che la vita senza meraviglia, non vale la pena di essere vissuta. Quello che ci manca non è la volontà di credere,ma la volontà di meravigliarci"
A.Heschel filosofo

venerdì 5 giugno 2020

l'ottimismo


L'ottimismo deve diventare un'abitudine, soprattutto dopo questo periodo,per gli adulti e fin da subito per i bambini.
 Dopo periodi di dura convivenza tra adulti e bambini, spesso per gli spazi non adeguati, dopo l'isolamento dalle altre famiglie e bambini, non è possibile non pensare all'importanza di riallacciare rapporti e armonie, accompagnate da regole di gruppo e società.
Le attività estive proposte sul territorio, con tutte le limitazioni  e problemi economici, sono un boccata di ossigeno in tutti i e per tutti i sensi.
Per il clima familiare, per l'esigenze lavorative, per il bene dei nonni e dei bambini.
I rapporti educativi, educatore- bambini, sono molto bassi e sono un modo per ricostruire quelle dinamiche di gruppo, quelle situazioni di imitazione che rasserenano e danno sicurezza.
Sicuramente il piccolo gruppo è sempre stato un desiderio, nel normale anno scolastico,  delle maestre e delle educatrici, per poter osservare, interagire, ascoltare più attentamente ogni bambino.
E così sarà.
Non è certo una preparazione alla scuola  che riaprirà a settembre, di cui non si sa ancora nulla, ma un modo per ricreare spazi di apprendimento, curiosità e soprattutto, se vissuta più che si può all'aperto, possibilità di mettere in moto complicità, collaborazione, attenzione agli altri.
Ma con l'aiuto dell'educatore  anche la possibilità di riscoprire l'ottimismo, perché quello che i bambini hanno disegnato o scritto e appeso fuori dalle case "Andrà tutto bene", non sia solo un sogno, ma un modo di affrontare con energia e positività, le difficoltà, per superare il lamento ed essere contenti di chi abbiamo vicino,per giocare insieme.
Sbagliare è normale, capita ai figli come ai genitori.
 Mettiamo sempre in evidenza "il bicchiere pieno"per affrontare con serenità anche i piccoli fallimenti.
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lunedì 1 giugno 2020

"La festa del 2 giugno è la festa della libertà di scelta: e per questo è la festa che riunisce tutti gli italiani" (Sergio Mattarella- presidente della Repubblica )
Ho pensato , considerando anche questo momento, che questa festa è  davvero la festa della libertà, libertà nelle scelte, nel poter dire la tua opinione ( e possiamo proprio dire che oggi siamo tutti tuttologi...peccato quando lo siamo con violenza), libertà di difendere diritti e doveri di tutti.
Anche per i bambini, di cui forse ogni tanto ci si scorda davvero dei loro diritti .
Per loro ho scritto questa filastrocca , perché  possano comprendere l'importanza dell'unità e della bellezza della nostra Italia

Se potessi volare
viaggerei per guardare
dall'alto verso il basso,
curioserei dietro ogni sasso.
Vorrei volare in cima alle dolomiti innevate
e a Venezia tra le vie bagnate.
A Palermo con un balzo arrivare
e in cima alla torre di Pisa, salutare.
Arrivare fin sopra il Gran Sasso
e camminare fin sopra il Monte Bianco di gran passo.
M'immagino della Sardegna il mare
e in cima al battistero di Parma osservare.
Poi volare giù ai Sassi di Matera
e ad Assisi con S.Francesco sarei in preghiera,
viaggiare da Torino al Duomo di Milano
per fare un balzo al Vesuvio campano
Infine a Roma,la capitale
e la repubblica col tricolore ,festeggiare.

venerdì 29 maggio 2020


" Ci hanno insegnato,fin da piccoli, come è formato il nostro corpo, i suoi organi, le sue ossa, le sue funzioni, i suoi punti, ma non abbiamo da che cosa è composta l'anima".
Mario Benedetti-poeta e scrittore
Veniamo da un periodo dove anche i bambini hanno vissuto emozioni di ogni tipo, condizionati dal clima familiare e di società.
Anche ora con la ripresa delle attività , quelle estive, le attività, i giochi, la socializzazione saranno accompagnate da limitazioni che potranno influiranno sulle emozioni dei bambini, sulle loro domande e curiosità. Ma la loro resilienza è grande e dipenderà molto dagli educatori e dal loro accompagnamento perché i bambini svelino le loro paure , ma trovino il modo per riconoscerle, superarle e andare avanti .
Le emozioni regolano i rapporti sociali.
Ogni persona è in grado di provare emozioni fin dai primi mesi di vita. Subito vengono subite, crescendo i bambini imparano a riconoscerle e pian piano a dominarle con l'aiuto dell'adulto.
Come in tutte le cose,  il legame che si stabilisce con l'adulto, aiuta il bambino a regolare la propria emotività.Un'adeguata educazione emotiva farà acquisire destrezza nella gestione degli stati d'animo.
A me capita di discutere , di rimproverare mio figlio, a volte purtroppo alzando la voce. Basta riconoscerlo e chiedere scusa per il modo, ma non il messaggio.
Anche questo è un allenamento necessario.
Un bambino, già a 5/6 anni, prova già tante emozioni, entrando in sintonia con lo stato emotivo di chi hanno vicino: un bambino che piange, condiziona gli altri, se la mamma è ansiosa , la trasmette a suo figlio.
Non c'è bisogno di essere speciali: basta ascoltare, percepire e capire lo stato emotivo, fare chiarezza, dare un nome alle emozioni, tristezza, rabbia, noia, gioia e con decisione e dolcezza trovare una soluzione, dare un rafforzamento positivo, per dire che,se pesante come situazione, si può superare il momento. Allenare il bambino a trasformare le emozioni in gesti , parole , disegni. 
Non screditare mai "  piangi come un bimbo piccolo" oppure no all' iperprotezione," Se smetti prendiamo un gioco in edicola".
Sicuramente la capacità di gestire le proprie emozioni, da parte dell'adulto, costituisce un importante esempio a cui il bambino si ispira. Tutto ciò anche nella gestione dei conflitti, che non devono rimanere irrisolti.
Il lavoro di educazione emotiva per un genitore non finisce mai, pensiamo a un bimbo di 5 anni, poi ad un adolescente. L'importante è parlarne, ascoltare e dargli un nome, come superarle e andare avanti.










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martedì 26 maggio 2020

In questi mesi di sconvolgimento della vita, il cibo è diventato, in positivo e negativo, un protagonista di prim'ordine: fila ai supermercati, nuove ricette e nuovi cuochi, cucina come modo di passare il tempo insieme, ma anche, per molte famiglie senza lavoro,  è diventato  un'emergenza, come non si vedeva da tempo così in grande quantità.
Basta recarsi in un centro di aiuto, o Caritas per vedere di quanto sono aumentate le famiglie che chiedono la spesa o pacchi viveri.
Il cibo è un elemento importante per la nostra salute , ma anche un modo per condividere, per festeggiare, per comunicare.
Eppure molti genitori entrano in crisi nella condivisione del pasto con i bambini, croce e delizia per tante famiglie.
Da ricordare subito l'importanza, quando il lavoro lo permette, di mangiare insieme, senza tv e cellulari, sottolineando che  il clima del pranzo o della cena condizionano molto anche l'alimentazione dei bambini.
Molti genitori rimangono stupiti, quando tornano a riprendere i bimbi dal nido o dalla scuola dell' infanzia, e ricevono l'informazione che il figlio ha mangiato pietanze, in particolare verdure, che a casa non vuole assolutamente assaggiare. L'imitazione per un bambino è fondamentale, mangiare con gli altri bimbi, con la maestra , chiacchierando, aiuta molto anche a "gustare" nuovi sapori.
Così pure, la non scelta , "c'è quello" e basta. Evitare di proporre tante possibilità di scelta.
In famiglia è necessario mangiare insieme le stesse cose.
Purtroppo le prime fasi della vita, come tanti altri campi di crescita, sono basilari per il futuro.
Uguale è l'alimentazione: l'ansia del genitore, le lotte e le rincorse, i sotterfugi per fargli aprire la bocca, la proposta di pasti alternativi, questi sono le azioni che fanno incentivare i comportamenti di rifiuto.
Fin da subito il proporre nuovi sapori, a distanza di tempo , in piccole quantità, presentandolo in un modo piacevole, sono modalità che possono aiutare a vivere questo momento più serenamente.
Così anche il mangiare con le mani, fino ad arrivare alle prime posate, dando la possibilità di pasticciare un pò, ma senza sciupare. Ecco l'altro valore da non scordare: in Italia ogni anno vengono buttati via dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari.
Coinvolgere nella spesa, cucinare insieme, fargli fare la propria porzione che deve consumare, nessun spuntino prima di un pasto....e se salta un pasto non succede nulla!


sabato 23 maggio 2020

In questo periodo, tante certezze non lo sono più, tante abitudini sono cambiate.
Tra tante cose, sicuramente  c'è stata una ricerca della spiritualità e della preghiera che ha stupito.
Da piccino, ricordo come nella mia grande famiglia si pregava spesso, tutti insieme, per un lutto, per proteggere le coltivazioni dall'arrivo del temporale, nel mese di maggio per il rosario alla Madonna.
Questi momenti mi incuriosivano molto e mi facevano emozionare per quanto erano sentite, dai miei genitori, nonni, zii, quanta fede e serietà e profondità trasmettevano anche a noi bambini.
Ma la domenica, la festa, era al centro di tutto. Chiaramente compresa la partecipazione alla Messa.
Stabilito che la spiritualità e la ricerca di trascendenza è innata nell'uomo, bisogna avere il massimo rispetto per il mondo dei bambini, immedesimarsi nelle loro esigenze, fantasie, paure e osservazioni anche quando ci chiedono di DIO.
Fin da piccoli si hanno capacità per percepire il soprannaturale, intuizioni che, come adulti, ci mettono in crisi, ma ci colpiscono per la profondità istintiva.
 Verso 4/5 anni i bambini pongono domande filosofiche e  chiedono agli adulti conferma di come hanno compreso loro l'anima, la morte, Dio. Non importa fingere, diciamo ciò che sappiamo o sentiamo, oppure ci informiamo.
Il senso religioso è come una pianticella, bisogna darle le condizioni ottimali di crescita, coerenza e testimonianza degli adulti, ma soprattutto usare la pazienza per vederla crescere con i suoi tempi.
Quando parlo di coerenza, intendo anche rispetto dei luoghi e dei momenti, altrimenti nel bambino si genera tanta confusione  (ad esempio non è che si può giocare o mangiare ovunque, questo vale per una chiesa ma anche per il letto per dormire).
Mi piace considerare il pensiero di Winnicott e vedere Dio paragonato, per un bimbo, ad un oggetto transizionale, per affrontare tempeste e trovare conforto e sicurezza, sapendo che lì c'e la mamma e tutto l'amore del mondo.
Quando poi i bambini crescono, aumenta l'autonomia e l'autocoscienza, cercano in Dio e nell'Angelo Custode una relazione certa e valida per sentirsi più sicuri in questo loro cammino di crescita. Ecco allora che, chi ti accompagna in questo viaggio, può davvero fare la differenza.



mercoledì 20 maggio 2020

Se la cura educativa è mossa dall'interessamento per l'altro, a promuovere il suo benessere, è ora di far cadere tutte le richieste, obbligatorie, a maestre ed educatrici " state in sezione perché fuori si ammala" oppure " Tira vento, mio figlio non deve uscire ". Sono falsi miti.
A parte il fatto che stare chiusi in casa, o in una stanza , tipo sezione, andar bene con 20 amichetti, non è proprio salutare e ora più che mai le regole per convivere con gli altri ce lo dimostrano, che giocare all'aria aperta anche in inverno è un piacere che i bambini possono continuare a vivere per ridurre le possibilità di finire infettati da germi.
Nella mia infanzia era normale giocare fuori, inventarne di nuovi per i nostri amici, fare circuiti con la terra, giocare a carampana, o passeggiare per prati e boschi.
Poi improvvisamente, le abitudini sono cambiate come le proposte educative, o scordate. Improvvisamente ecco che la natura riprende il suo posto , anche nella scuola.
Outdoor education è il nome indicato, per la metodologia utilizzata e la filosofia che la mette in pratica. E' ritornare a "giochiamo e stiamo all'aperto".
Stare in giardino, vivere sui prati aiuta la capacità di socializzare, migliora l'iniziativa personale e la curiosità, utilizzando tutti 5 i sensi.
E' una forma di relazione diretta con la realtà fondamentale per lo sviluppo cognitivo.
Un detto svedese dice "...non c'è brutto tempo, ma vestiti non adatti...". Lavorare all'esterno con il sole, pioggia, neve, saltare nelle pozzanghere, sporcarsi con il fango, richiede un equipaggiamento adatto, vuole dire tempo per prepararsi e tempo per rientrare e pulirsi, ma ne vale la pena.
"Egli vuole toccare tutto, maneggiare tutto, non opponetevi a questa inquietudine: gli suggerisce un tirocinio molto necessario. È così che egli impara a sentire il calore, il freddo, la durezza, la mollezza, il peso, la leggerezza dei corpi, a giudicare dalla loro grandezza, dalla loro forma e di tutte le altre loro qualità sensibili, guardando, palpeggiando, ascoltando e soprattutto confrontando la vista con il tatto e valutando a occhio la sensazione che produrranno sotto le sue dita. (Rousseau, 1762, cit. Oliverio, Oliverio Ferraris, 2011)


lunedì 18 maggio 2020

Grazie, prego, scusa.....tre parole brevi e semplici, ma difficili da memorizzare e da interiorizzare. Eppure fanno o farebbero la differenza.
In questo periodo abbiamo riflettuto molto sul rispetto delle regole, per il bene di tutti.
Ma non può essere solo di regole e non solo per questo momento
Oggi mi voglio soffermare sull'educazione al RISPETTO, che stride abbastanza con ciò che vediamo intorno a noi .
 Penso in particolare ai piccoli:  i bambini tendono ad imitare i genitori, ma vengono anche influenzati da ciò che vedono in TV, pensiamo ad alcune trasmissioni dove chi urla più forte pensa di aver ragione, o nello sport, dove vincere viene prima di tutto.
Sta a noi creare, con loro, il clima giusto con i valori giusti
Essere rispettosi, fin da bambini, aiuta a essere sicuri di sé, imparando a non prevaricare gli altri e a rispettare ciò che ci sta intorno.
Questo può essere il risultato di buone pratiche, buone abitudini da vivere quotidianamente in famiglia e a scuola, come in palestra e nel tempo libero.
Come non ricordare una partita di calcio tra bambini, dove alcuni genitori, per una decisione dell'arbitro ritenuta errata, vennero alle mani. O ancora , proprio in questi tempi, come non rimanere stupiti davanti ad adulti che con i loro bambini tolgono le limitazioni per non accedere allo scivolo del parco perché vietati?
La metodologia migliore rimane sempre la coerenza degli adulti che  trasmettono l'importanza del rispetto della comunità, delle persone e delle cose.
Un bimbo deve imparare a controllare i propri impulsi e l'adulto lo può aiutare  quando, ad esempio, chiede scusa se ha sbagliato il tono, di un richiamo.
Il rispetto non è l'obbedienza che è ottenuta senza discussioni e basata spesso su punizioni o paure. Infatti così si può capire perché un ragazzino a casa è obbediente e a scuola no.
Proviamo fin da subito  ad insegnare queste tre parole grazie, prego, perdono,
ricordando cosa dice il pedagogista brasiliano Paulo Freire "l'educazione non cambia il mondo, cambia le persone e le persone cambiano il mondo"



sabato 16 maggio 2020

Le paure...compreso il coronavirus

Viene spontaneo, in questo periodo, riflettere sulle paure, su tutte le paure dei bambini, anche il coronavirus.
Rimango sempre molto stupito quando i bambini della scuola dell'infanzia raccontano di aver visto, anche da soli, determinati film (il signore degli anelli, film di guerra, gli avengers), oppure " sai che al telegiornale hanno fatto vedere un ragazzo che ha ucciso con una rivoltella".
Poi riguardi gli stessi bambini, mentre ascoltano una storia o una favola letta dalla maestra , con un'attenzione e una partecipazione direi totale, coinvolgente. Bambini che durante la lettura si chiudono gli occhi, o rimangono a bocca aperta, cercando di immaginare con la loro fantasia le scene e i fatti.
In base all'età, possiamo elencare diverse paure vissute dai bambini: il buio, l'abbandono, i mostri e fantasmi, le urla e la violenza e tante altre.
Davanti a questi vissuti un'aspetto è fondamentale: l'atteggiamento degli adulti.
Lo psicologo Lazarus definì che le emozioni nascono dalle credenze e non dalla realtà e le credenze dei più piccoli , per cui anche le paure, sono più aperte agli aggiornamenti, al superamento.
Ma il superamento passa anche attraverso il nostro ascolto, il nostro rispetto del vissuto del bambino , la pazienza e l'affetto, l'esserci come un'opportunità per superare le paure.
Necessario è il rispetto dei tempi e la modalità di comunicazione del bambino: se tutti i racconti vengono manifestati apertamente, maggiore è la probabilità di estinzione, in qualsiasi modalità, verbalizzazione, disegno, racconto di storie e favole.
La nostra capacità di osservazione ci farà capire anche i messaggi non verbali.
Attenzione alle nostre emozioni, alle ansie trasmesse ai bambini che vengono amplificate come contagio emotivo, così pure attenzione ai mass media , a ciò che guardano: NON E' GIUSTO CHE POSSANO GUARDARE TUTTO . Inoltre niente frasi giudicanti del tipo "ormai sei grande non puoi aver paura del buio"
Fa riflettere  quando un ventenne ricorda paure avute da piccolo , rimaste impresse, che condizionano ancora il suo vissuto.
" Nessuno è disposto ad aprire il proprio cuore se non si è certi che l'altro è in ascolto"
L.J.Cohen




giovedì 14 maggio 2020

" Guarderò attraverso la finestra dei tuoi occhi per vedere te " Frida Kahlo pittrice messicana

Tempo fa, mentre stavo guardando un servizio in tv , mio figlio piccolo mi si avvicinò e mi disse che mi doveva chiedere una cosa importante . Io risposi, sempre guardando la tv " dimmi ti ascolto".
Silenzio. " Babbo ti ho detto che ti devo dire una cosa importante , guardami per favore".
Tolsi anche il volume alla tv. Mi doveva chiedere se il giorno dopo poteva fare i compiti da un suo amico.
Fin dalla nascita il contatto visivo è emozionante, dopo il periodo di ombre che vengono seguite dal bimbo, si arriva, nel tempo, ad uno sguardo reciproco che è esperienza comunicativa unica.
Per capire un bambino, comprenderne i bisogni, le paure e le aspirazioni, occorre volerlo guardare insistentemente negli occhi.
Guardandolo, intanto è un atto di cura, sospendi giudizi, e gli chiedi di fidarsi, di farsi accompagnare.
Credo che purtroppo ciò non è vissuto pienamente neanche dagli adulti: un insegnante che parla del figlio al genitore guardando solo il registro, un medico che ti rivela la diagnosi scrutando il computer senza mai guardarti negli occhi.
Nel contatto di sguardi, i cervelli cercano la stessa lunghezza d'onda e a beneficiarne è la relazione.
L'empatia è un ingrediente fondamentale per accompagnare la vita di un bambino alla sua piena fioritura e consolidare un legame affettivo che è dono di libertà.
Chiaro che lo sguardo del bambino non sarà molto prolungato e quando stanco gira la testa dall'altra parte. Così come guardare un oggetto o lo stesso genitore è, per i piccoli, un modo di aiutarli anche nel linguaggio.
Comunque ricordiamo che imparare a guardare negli occhi è una buona abitudine da ricercare, perché è sicuramente uno dei mezzi più potenti di comunicazione. Fretta e distrazione sono nemiche dell'arte di educare anche nello sguardo.
" L'anima è la nostra dimora; i nostri occhi le sue finestre, le nostre parole i suoi messaggeri."
Kahlil Gibran- poeta e pittore libanese naturalizzato statunitense.


martedì 12 maggio 2020

"Le regole e i "no" sono come dei paracarri ai lati di una strada, sono punti riferimento, non debbono cambiare di posizione, non possono decidere di esserci o non esserci"
Paolo Crepet - sociologo e psichiatra

Uno dei vocaboli più usati in questi 3 mesi è sicuramente REGOLE.
Anche perché continua è la discussione e il dibattito se vanno rispettate le regole, per combattere il contagio del virus, oppure perché c'è chi non le rispetta e si sente più furbo.
Eppure le regole sono sempre esistite, nella comunità civile e religiosa, nelle società sportive, in qualsiasi tipo di gioco, di lavoro, nel commercio.
 Ma oggi mi soffermo sulle regole di una famiglia.
Le neuroscienze oggi ci dicono che una famiglia con un positivo sistema di regole e la capacità di immedesimazione dei genitori nelle emozioni dei figli , portano quest'ultimi a crescere più tranquilli e sereni.
C'è chi non lo sa, ma il cervello, con i "paletti", produce ormoni della calma e benessere.
Un neonato si guarda intorno, per vedere il mondo come funziona. Più passa il tempo e più osserva, più si comporta in base a ciò che vede:" basta urlare e la spunto, sputo ciò che mangio cosi decido io quello che voglio, visto che me lo chiedono decido tutto io ...." attenzione perché una persona , anche un bimbo, si crede onnipotente. I risultati li scopriremo quando diventa adolescente.
Lo scopo delle regole è proteggere, crescere nell'autoregolazione, nel benessere.
Come un fiume ha bisogno di argini, per arrivare al mare, per crescere autonomi e indipendenti, oltre all'affetto e al volersi bene servono educazione e regole.
Ma stabilito ciò, va ricordato quante e quali e soprattutto come devono essere le REGOLE:
limitate, ad esempio a tre anni ne possono recepire e rispettare 6 o 7;
concrete, " riordina subito" dipende a chi viene detto , ma se si invita  a mettere le costruzioni nel proprio contenitore è più chiaro, oppure " tra un pò vai a letto", meglio "finito il cartone , a letto";
semplici e positive , " vi ho detto di non fare a botte", meglio " gioca con tua fratello";
condivise tra genitori e coerenti con la vita della famiglia.
Chiaro che ci sono anche i gesti provocatori e di sfida, e quello è il momento che il bambino ci mette alla prova e chiede, a modo suo, qual è la cosa giusta da fare.
Bambino, Ragazza, ImbronciatoCome pure le regole non rispettate, soprattutto dopo i sei anni, viaggiano con sanzioni, stabilite insieme.
Un altro aspetto è l'attenzione ai ricatti " se mangi tutto ti do la cioccolata", ma anche NO, non se ne esce più. I NO fanno crescere, basta avere interiorizzato, come genitore, la regola e non cedere ai capricci. La fermezza e l'autorevolezza sono basilari.
"L'autorità è importante, abbiamo sbagliato a calpestarla:significa aver idee precise, intervenire e imporsi, rimanendo però su un piano affettivo. Non è il comando secco, da caserma.
Un figlio deve sentirsi dire: non posso accettare quello che hai fatto, ma sono qui, ti voglio eti vorrò sempre bene.Tutto si svolge all'interno di una relazione di sentimenti"
 Vittorio Andreoli- psichiatra e scrittore



sabato 9 maggio 2020

"Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato.
I ricchi comprano rumore.
L'animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi la cerca."
Charlie Chaplin
E' un periodo che spesso viene da dire BASTA, a questo rumore assordante, ai numerosi strilli sovrapposti, a questi sapienti che hanno verità in tasca....
Poi spenta tv, cellulari e tutto il resto, fuori il mondo ha dato una visione di sé, impensabile: il SILENZIO del giorno, della sera, il silenzio delle città, i rumori della natura in città.
Effettivamente viene da chiedere se esiste ancora il silenzio, davanti a noi adulti che non sappiamo ascoltarci, che urliamo e cerchiamo di parlare più forte dell'interlocutore, o alla musica a tutto volume che proviene dall'auto che passa alle 7 della mattina.
Eppure il silenzio è uno stato di mente e corpo, fondamentale per il nostro benessere.
Ci aiuta rigenerarci, a rielaborare ciò che è accaduto, a riposare.
Il silenzio è più vissuto come vuoto, come qualcosa da riempire. Quasi avessimo paura di confrontarci con noi stessi, facendo un'eco di incontri avuti o fatti accaduti e con  la certezza di sentirsi inadeguati , davanti alle riflessioni, agli"esami di coscienza" che ne possono uscire . Ma soprattutto aver paura di ascoltare l'altro che potrebbe davvero avere ragione.
Ora volgiamo lo sguardo ai bambini e d'istinto mi viene da ricordare la tipica frase" Basta, ora fate tutti silenzio o vi metto in punizione". Non è certo l'imperativo  o il richiamo che aiuta i piccoli a scoprire il silenzio , ma piuttosto capiscono che non bisogna parlare .
Ma anche se gli adulti oggi fanno fatica a viverlo e testimoniarlo, per i bambini il SILENZIO è importante per interconnettersi con gli altri, scoprire il piacere di ascoltare.
Per cui non va imposto , ma vanno create le condizioni perché si manifesti spontaneamente.
La concentrazione, la calma, la curiosità , il gustare il presente diventano allora competenze che si acquisiscono e non scompaiono. I sensi si amplificano permettendo di scoprire cose, pensieri, emozioni e un attenzione al mondo circostante fatto di persone e natura.
Partendo già dal volume della nostra voce, al creare un clima di quiete, che non è farli sentire degli zombie davanti alla tv,  eviteremo giornate piene di confusione e li aiuteremo a valorizzare ritmi e pause come preziosi momenti di quiete.
Proponiamo loro di ascoltare anche brani musicali, di ascoltare una storia, di fare un giro insieme e individuare quali suoni e chi appartengono.
" Il silenzio delle labbra cucite non è silenzio. Si può raggiungere lo stesso risultato tagliandosi la lingua, ma nemmeno quello sarebbe silenzio. È silenzioso colui che, potendo parlare, non proferisce alcuna parola inutile."  Gandhi


venerdì 8 maggio 2020

il diario muto di un bimbo

"La pittura è solo un altro modo di tenere un diario" Pablo Picasso.
Proviamo a pensarlo da subito fin dalla nascita, quando ancora non c'è la parola.
Fin dall'inizio della vita, osservando la realtà, il bimbo si accorge che molte cose trascinate producono tracce.
Pian piano saprà cogliere un rapporto tra i suoi movimenti e gli scarabocchi che lascia sul foglio, fino a che, verso i tre anni incomincerà a verbalizzare cosa sta rappresentando.
Da qui inizia quella "produzione" di disegni muti, che ci raccontano, come in un diario, le proprie emozioni, le paure, la propria realtà e la fantasia. Il bambino racconta di sé senza timore, senza filtri e finzioni.
Il passaggio dallo scarabocchio ad un disegno, sono poi accompagnati dall'aspetto verbale, ti raccontano cos'hanno rappresentato, fino a definire come vedono la famiglia.
" Che bocca storta che mi hai fatto" oppure "ti sistemo io gli occhi", sono gli interventi sbagliati al momento sbagliato.
 Meglio "me lo racconti?", per i bambini è la loro comunicazione, l'espressività vale più di un milione di parole.
Nel tempo capirà l'importanza della qualità più che la quantità...nel tempo.
Dai disegni possiamo capire tanto, e da una certa età anche dai colori. Si disegna ciò che non si riesce a verbalizzare.
Disegnare aiuta a controllare il gesto, l'impugnatura, il coordinamento tra occhio e mano.
Ecco perché è importante che non passino tanto tempo davanti ad un tablet o smartphone, con immagini colorate e vivaci in poco tempo, ma con lo svantaggio di non stimolare il movimento del braccio e la mano del bambini.
      Fondamentali sono le stimolazioni, non gli obblighi.

 Pastelli, matite, colori, fogli dovrebbero essere sempre presenti dove ci sono bambini. Chi è più in difficoltà, potrà essere aiutato a disegnare con le dita, ad esempio colori alimentari e yogurt, colori a dita, sulla sabbia, con i gessetti.
"Preferisco il disegno alle parole.Il disegno è più veloce, e lascia meno spazio alle bugie"
Le Corbusier - architetto e pittore



giovedì 7 maggio 2020

coronavirus e bambini....che fatica

Dopo 2 mesi di chiusura in casa con i bambini, notizie di esplosioni di stress e stanchezza , da parte dei genitori.
Non entro in merito sui provvedimenti presi per questa pandemia, sicuramente quello che è accaduto e continua ad accadere è potente e non lascia indifferenti, anche se fa tristezza pensare che il numero dei deceduti ormai è considerato un dato.
Come non considerare che questi avvenimenti, notizie, esperienze , lasceranno il segno nella nostra vita e in quella dei bambini.
Bambini che se aiutati , possono superare più agevolmente, il tutto, per questa loro straordinaria capacità di assorbire il male, ma soprattutto il bene.
Qualcosa comunque va chiarito o ribadito.
I bambini , come all'inizio anche alcuni adulti, hanno vissuto il tutto come vacanza: poco rispetto degli orari, costruzione della giornata condividendo giochi , letture , esperienze di cucina, che nella vita quotidiana, normalmente non accadono.
Poi la vacanza in casa è diventata lunga e difficile da gestire : perché non è mai stata vacanza.
L'importanza della routine, per un bimbo, è basilare. Il rispetto dei tempi e degli orari, di alzata e di riposo la sera, sono necessità, così come alcune regole e rispetto di consuetudini da mantenere, per vivere meglio anche questa situazione.
I bambini si stanno innervosendo, sono stanchi, certo .
Quando capiscono che la relazione umana, fisica non può avvenire attraverso un cellulare o un video, fanno fatica a darsi e capire una motivazione.
Una decisione di organizzazione della giornata, stabilendo anche quali sono i contributi di ciascuno in base all'età, può aiutare la vita insieme. Apparecchiare, riordinare i giochi o i libri, leggere insieme,
telefonare a qualcuno, ascoltare musica...tutto ciò fissandoli in una schema giornaliero conosciuto anche dal bambino, fa si che anche davanti alla frustrazione, si può e si deve andare avanti, non c'è il vuoto del dopo. Questo potrà aiutare anche la gestione dei bimbi da parte dei nonni
Inoltre il rispetto dei ruoli: i genitori non sono educatrici , maestre e viceversa.
Il genitore è presente con le sue modalità : il dialogo, l'affetto, la carezza, il riprendere con un si o no, trasmettendo l' amore, le emozioni non solo con un'attenzione , ma anche con gli atteggiamenti e la voce .
Se io adulto non ne sono convinto, un bimbo, anche piccolo, è il primo a capirlo.
Little Boy, Nascondere, Triste, BambinoAnche la possibilità di scegliere insieme di inventare qualcosa di nuovo e diverso, "trasgredendo"ciò che si era stabilito, può essere una modalità, ma non la consuetudine.
Penso ad un inserimento di un bimbo al nido o al primo anno di scuola dell'infanzia: viene stabilito un percorso di conoscenza dell'ambiente e delle educatrici, tenendo conto delle abitudini e vita familiare di ognuno. La costanza e la pazienza sono fondamentali, per non scoraggiarsi anche quando dopo 1 mese un bimbo piange ancora . Non è che non si fanno più determinate cose.
Poi improvvisamente, tutto finisce , il bambino è sereno e incomincia a vivere pienamente ogni momento e routine della giornata.
"Sperare significa credere che qualcuno ci ama
significa mettersi in cammino verso un altrove
significa anche osare di vivere in altro modo"    Enzo Bianchi








martedì 5 maggio 2020

Ma esiste ancora la pazienza?

" La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce" J.J. Rosseau, filosofo, scrittore, musicista svizzero.
In questo tempo, in un mondo di " adesso", sapere cosa significa PAZIENZA , in particolare la pazienza educativa è davvero complicato.
Nel tentativo di anticipare sempre di più il domani, effettivamente non facciamo altro che perderci l'ora, qui e in questo momento.
Siamo circondati da una natura che è il simbolo della pazienza, pensiamo alla vita sotto la neve, o il bulbo che diventa tulipano. La natura ci dice che il tempo ha un suo valore che dobbiamo rispettare.
A scuola c'è un'attività che è un  classico: piantare sementi  di grano , basilico, prezzemolo, ognuno nel proprio vasetto .
Vedere ogni mattina, i bimbi che curiosano, innaffiano, danno un nome al primo germoglio...è un percorso di pazienza e di attesa. Per cui i bambini, nella giusta situazione, vivono la pazienza, possono desiderare, ma non ribellarsi al trascorrere del tempo.
Purtroppo siamo noi e la nostra società che chiede la velocità , la notizia istantanea.
Attendere è un privilegio, per cui ecco anche i genitori che chiedono l'anticipo a scuola  " perché così non perde l'anno", ma di quale anno stiamo parlando ? Del gioco, delle scoperte, della spensieratezza e spontaneità, ed essere così pronti a concorrere in questa sfida continua che è la nostra storia.
In realtà fin dal nido, i bimbi si prendono  tempo, per fare e rifare, amano ripetere perché da sicurezza, perché, acquisita completamente una competenza , di lì si riparte per nuove scoperte e certezze.
Bambini, Ragazzo, Occhiali, CarinoI bambini non sanno misurare il tempo, avviene gradualmente, perciò è importante che si abituino a tollerare frustrazioni e ritardi, come percorso di apprendimento.
Insomma, non tutto e subito. Introdurre piccole attese e farle rispettare è il modo giusto per apprezzare di più le cose che non solo si osservano,  ma si usano a lungo.
Da evitare, davanti a un dono, un gioco, il pericoloso "ricevere- guardare-non mi interessa più- cambiare".
Le cose belle accadono a chi sa aspettare e sa pazientare.
"Le case felici sono costruite con mattoni di sapienza" H.E.Kohn



domenica 3 maggio 2020

Sentire e ascoltare: quali le differenze

"Sentire è facile perché esercizio dell'udito, ma ascoltare è un'arte perché si ascolta anche con lo sguardo, con il cuore, con l'intelligenza ". Enzo Bianchi, monaco laico , fondatore della comunità di Bose.

Avendo avuto qualche problema d'udito , anch'io ho sperimentato suoni "sparati" nelle orecchie , seduto all'interno di una cabina come se fossi a Rischiatutto.
 In base al volume e all'intensità del suono, dovevo alzare la mano, per segnalare se SENTIVO.
Ma non mi è mai stato chiesto di guardare la dottoressa , i suoi occhi, per sintonizzarmi con lei.
Oggi più che mai ASCOLTARE è diventato un gesto da eroi, pensiamo ai programmi politici o agli stessi dibattiti parlamentari.
Nella scuola dell'infanzia, la mattina inizia con il circle time, un momento vissuto in cerchio, in cui oltre alla presentazione dell'attività della giornata da parte della maestra, i bambini parlano e raccontano di se stessi. Ascoltare il racconto della domenica vissuta con la propria famiglia, o le paure legate alla salute di un nonno , oppure la gioia del regalo ricevuto, fa davvero capire che i bambini vogliono che tu faccia parte del loro mondo, cercano di condividere emozioni e sentimenti, oppure cercano conforto e coraggio.
L'importante è non essere distratti o disattenti perché anche ogni comportamento e gesto di un bimbo è un modo di comunicare.
Quando entro in una sezione, per chiedere una cosa alla maestra, capita di vedere un bimbo che si accosta e perché venga ascoltato , le tiri il grembiule.
Gli adulti sono un punto di riferimento, la loro attenzione è fondamentale  e di qui parte la fiducia .
Nel tempo, se è mancato l'ascolto, a fatica lo si recupera ....pensiamo all'età dell'adolescenza.
Bambino, Madre, Figlia, Padre, Inverno
Può capitare che la nostra attenzione venga richiesta da un figlio, in un momento che facciamo altro e siamo distratti, non liquidiamolo velocemente e distrattamente. Rassicuriamolo dicendo che ci sarà un momento di ascolto totale. Facciamo in modo che diventino appuntamenti costanti e rassicuranti ricordando comunque che siamo interessati a ciò che ci vogliono raccontare.
Ricordiamoci che ASCOLTARE è diverso da sentire, perché ci vuole attenzione , silenzio, controllo
per captare il messaggio di chi abbiamo davanti, senza correre il rischio di elaborare la nostra risposta mentre l'altro ancora sta parlando.
Solo così, anche i bambini, capiranno che stiamo dando a loro l'importanza che meritano creando quel clima di attenzione e rispetto fondamentale.
"Parlare è un bisogno. Ascoltare è un arte" Goethe