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mercoledì 26 gennaio 2022

Gettarsi a terra, mordere, alzare le mani: sono i modi in cui i bambini, dai 2 anni, riescono a far uscire la loro rabbia.
 Proviamo a immaginare un bambino che vede il sole, il prato, o bambini che giocano e vorrebbe partecipare, ma ostacoli intricati, nel mezzo del percorso, rendono difficile l'avvicinamento e il contatto, tanto da esplodere.
 L'aggressività, spesso, non è immotivata, perché segnala che il bambino ha qualcosa nel "profondo" che non riesce a comunicare e fatica a controllare impulsi ed emozioni...tutto fuori dal suo controllo.
 In questo momento, il bambino non conosce altro modo per esprimere le sue frustrazioni, e avere tanti stimoli  portano a reazioni diversificate. Tutto ciò fa parte del processo di crescita e autonomia, ma l'importante è sapere come "starci"!
Certamente non aiutano i genitori che si divertono a dare piccoli morsi o pizzicotti ai propri piccoli, tanto per giocare , per divertirsi.
 Per un bimbo è difficile distinguere lo scherzo da un modo da utilizzare normalmente di comunicazione.
 Semplicemente da evitare. 
Proviamo allora a "volare in alto" per avere uno sguardo diverso, da un altro punto di vista, così come deve fare l'educatore.
 Osservare il bambino e l'ambiente, per cercare di comprendere, per capire quali difficoltà, quali emozioni, e per che cosa.
 Non servono spiegazioni prolisse, che difficilmente un bambino segue.
 Piuttosto usando la calma, mai l'aggressività, facciamo sentire che capiamo le sue emozioni, la sua rabbia.
 Manteniamo regole senza cedere, perché aumentano le crisi di rabbia e aggressività .


giovedì 30 dicembre 2021

 " Anche se sei triste, anche se sembra che il mondo ti crolli addosso, non arrenderti perché ogni giorno è un nuovo giorno" - da Chicken little, amici per le penne.

" Quando non puoi dire una cosa gentile, è molto meglio starsene zitti"- da Bambi.

" Un eroe non si misura dalla sua forza che possiede, ma dalla forza del suo cuore" - da Hercules

" L'amore è mettere il bene di qualcun altro prima del tuo"- da Frozen.

Queste sono frasi prese da film-cartoni di successo che bambini di varie generazione hanno visto e rivisto.

Sono pensieri che vanno benissimo alla fine di quest'anno, che vanno sempre bene in ogni momento della nostra vita.

Con i bambini a maggior ragione. Guardano, ma soprattutto,  ascoltano storie che dicono qualcosa, che li fanno impaurire, che li fanno gioire ed emozionare.

 Un filo conduttore comune si evidenzia: la positività, il rispetto dell'altro, sapere e scoprire che in ognuno di noi c'è il bene che deve uscire.

Nella vita di tutti i giorni capita non essere d'accordo, lamentarsi, brontolare, ma  non può e non deve diventare solo questo. Per gli adulti e come bambini.

" Mi fa schifo, mi fa vomitare, io con lui non gioco, faccio quello che mi pare,  adesso non ne ho voglia, lasciami in pace..." e cosi via. Queste sono modi di dire in famiglia e a scuola, anche di bimbi di 3-4 anni. 

L'ottimismo e la speranza esistono e possiamo educare a questo. Che non vuol dire non stare con i piedi per terra, ma cercare di scrollarci di dosso tutto ciò che annebbia e incupisce la vita.




 Affrontare e vedere tutto in modo diverso, per me, per noi e per chi ci sta vicino. E' questione di allenamento e di motivazione, anche per chi educa.

Provare a rimotivare, ad avere pazienza, a mettere entusiasmo nell'affrontare nuove esperienze e situazioni. 

Cercare di riconoscere gli errori, gli atteggiamenti sbagliati e provare a ricominciare, fa parte del processo di crescita.

" Anche nei momenti più bui arriva la luce, quando meno te lo aspetti"- da Encanto.



venerdì 17 dicembre 2021


 PERCHE'?....PERCHE'...? PERCHE'?...PERCHE'...?

Quante volte ci siamo trovati a dover rispondere ai perché dei bambini e spesso siamo stati in difficoltà.

Tra i 2 e 5 anni , cioè quando si inizia a parlare, quando si formano le prime frasi, quando si inizia a  relazionarsi con le parole, i bambini chiedono continuamente o molto spesso, alla ricerca di chiarimenti, risposte, che a volte non sono convincenti o tardano ad arrivare.

In questo periodo di clima natalizio, dove decorazioni, racconti, presepi e alberi, doni e feste, i bambini mostrano quell'entusiasmo ed eccitazione, che mettono alla prova l'educatore e i genitori.

Non solo per l'organizzazione, la fantasia e la gestione dell'euforia, ma anche per le domande, che arrivano come si suol dire" fulmini a ciel sereno".

" Bello questo presepio, l'avete fatto tutti insieme. Questa è sicuramente la Madonna..." . Angela bimba di 5 anni di una sezione infanzia che mi sta ascoltando, mi ferma e dice"...ma cosa dici è Maria, la mamma di Gesù, non la Madonna" . Ecco qua , ora vai a spiegare perché Maria è la Madonna, qual è il significato e...cosa via. 

Come adulti , non essendo, credo, tuttologi, proviamo a rispondere nei modi più fantasiosi.

Ma alcune certezze vanno tenute presenti.

In uno studio fatto dall'università del Michigan, hanno visto che davanti alle risposte poco convincenti degli adulti ( nella ricerca più del 25%) i bambini continuano a chiedere perché....non accettano le risposte o non sono chiare ed esaustive e la curiosità non è appagata.

L'adulto deve essere una persona che da fiducia, che non racconta " balle", che solitamente si ritorcono contro. E' importante perdere qualche minuto in più per dare la risposta con sincerità e trasparenza.

Anche dicendo " non lo so , però ora ci informiamo insieme".














venerdì 3 dicembre 2021

 Pronti via....si parte! Inizia il tempo di scoperta, ricerca e ascolto.

Open day, open meet ....oppure meglio: scuole aperte, per le famiglie che vogliono capire qual è la miglior scuola dell'infanzia per il loro figlio. Già la scelta del nido non è stata semplice....

Intanto il passaggio dal nido, che nello stato italiano è, per ora, un servizio, al mondo della scuola è importante, a partire dai rapporti numerici tra educatrice / maestra e i bambini ( ad esempio in Emilia Romagna al nido i bambini di 2 anni sono 10 per ogni educatrice , che si riduce a 7 per i bimbi di 1 anno. Nella scuola si passa 1 a 25,  in alcuni momenti della giornata).

Quali caratteristiche tenere presente in queste visite/incontri:

-l'accoglienza delle famiglie e dei bambini basato su trasparenza e ascolto.

- le finalità della scuola che tengano conto della cura del bambino, con la sua individualità e i suoi talenti

- il rapporto con le famiglie nella co-costruzione del progetto educativo

- e, come per tutto lo 0-6, gli spazi , il loro utilizzo, l'idea di fondo. Sono "l'educatore in più".

Non ultimo, sapere che fin dal nido, oltre all'accudimento e la cura, i bambini sono SOGGETTI ATTIVI, e non semplici spettatori indottrinati. Che attraverso l'interazione con gli adulti, il gruppo dei pari, gli spazi, raggiungeranno traguardi legati all'identità , l'autonomia e competenze adeguate in tutti gli ambiti.








venerdì 19 novembre 2021


E' bellissimo quando vedo bambini di 2-3 anni, di famiglie bilingue, che passano, con i genitori,  da una lingua all'altra con naturale semplicità. 
Ascoltare un adulto che parla in un'altra lingua, senza timore e senza fastidio, è una conferma che i bambini nei primi anni di vita acquisiscono più facilmente e in modo naturale, altre lingue.
Gli studi confermano che, l'espressione simultanea di più lingue, aiutano i bambini nell'apprendimento linguistico e cognitivo, grazie alla plasticità del loro cervello che ne assorbe con facilità i nuovi suoni.

Stimolare la curiosità, utilizzare con costanza, nelle routine del nido e all'infanzia o di casa, lingue diverse, o vocaboli, aiuta il bambino ad affrontare le novità che si presenteranno, senza ansia e con entusiasmo.
Genera livelli di competenze diverse che aiutano ad agire nel mondo in modo flessibile e con capacità cognitive e relazionali sviluppate.

Imparare giocando è il metodo migliore, dove il movimento segue l'esposizione dei vocaboli. 
Vale anche per la musica, la lettura e i cartoni animati senza sottotitoli.
Fondamentale è la costanza dell'adulto e non la sporadicità.

Come diceva la Montessori, riferendosi al periodo 0-3, la mente del bambini è una mente " assorbente inconscia" in grado di assimilare tutto ciò che arriva dall'ambiente circostante, senza sforzo e in modo involontario.

venerdì 5 novembre 2021

 " La bellezza salverà il mondo" F Dostoevskij 

Spesso a scuola mi capita che un bimbo si accosti e mi faccia vedere il suo disegno dicendo " ti piace? l'ho fatto io: E' Bello", oppure in giardino ti donano una margherita, con un sorriso che illumina il  volto, perché ti consegnano la cosa più bella al mondo.

Bombardati di pubblicità che convincono genitori e bambini ad acquistare giochi, zainetti, cellulari che vanno di moda, spesso confondiamo ciò che piace con ciò che è bello.

Educare alla bellezza vuol dire fornire un senso critico, fornire una propria interpretazione, davanti a ciò che abbiamo intorno, ad osservare, ascoltare, sperimentare , valorizzare i 5 sensi... a partire dalla propria casa, dalla propria classe, dal giardino, per allargare gli orizzonti e scoprire e conoscere le cose, non dalla tv, ma con gli occhi, con l'ascolto e l'osservazione e della realtà circostante, per scoprire personaggi, paesaggi, oggetti, opere d'arte..."risvegliare i sensi".

Già la Montessori nel ripensare agli spazi sezione, introduceva l'armonia dell'arredamento, la gradevolezza dei colori, la semplicità degli oggetti, e tutto ciò diventano una palestra di apprendimento.

 Scoprire cos'è la bellezza significa coinvolgere il bambino nel rintracciare la positività della  realtà,  stupirsi e  raccontare la sua meraviglia mentre, in una passeggiata, guarda la natura o passeggiando per la città, o mentre ascolta,  divertendosi , uno strumento suonare. 

In questo autunno è bello vedere i bambini che escono da scuola passando dal giardino e che raccolgono le foglie da terra, di svariati colori, per portarli  al babbo o alla mamma, dono d'affetto, di gioia.

Bellezza è anche nell'utilizzo delle parole, perché migliorano la relazione. Oppure bellezza nella scelta dei libri, dei racconti dei disegni.

Bellezza ...significa imparare ad essere contenti e grati di ciò che si ha  e portarne rispetto. 

 " Se si insegnasse la bellezza alla gente, le si fornirebbe un'arma contro la rassegnazione, la paura, l'omertà...è per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore" ( Peppino Impastato , martire della mafia).

colline di Castel Raniero


venerdì 22 ottobre 2021

CIRCLE TIME....

ma cos'è, cosa c'entra con i bambini ...?

E' il tempo in cui, solitamente alla scuola dell'infanzia e non solo, all'inizio della giornata, si sta in cerchio e si dialoga, senza essere giudicati o valutati.

Ascoltare, sviluppare l'attenzione, stimolare il " raccontarsi" e apprendere, con curiosità, nuove abilità.

L'adulto facilita la discussione, fa rispettare le regole che insieme sono state stabilite: si parla uno alla volta, ci si ascolta, tutti hanno diritto di parola, si alza la mano per prenotarsi....tutto ciò con lo scopo di creare un clima collaborativo e amichevole. 

Ma soprattutto per conoscersi meglio, perché ognuno sia libero di esprimere i racconti della sua giornata, i suoi stati d'animo, " cosa mi piace e cosa no", rispecchiarsi nelle esperienze degli altri e perché no...risolvere i conflitti nati in un gioco, oppure per incomprensioni.

Tutto ciò lo si vive già fin dai 3 anni . 

Come adulto rimango sempre stupito della partecipazione, impegno e ascolto che mettono i bambini in questa esperienza.

E tutti hanno il loro momento, possono esprimersi con difficoltà e con i propri tempi....ma tutti aspettano. Nessuno è nella penombra, in secondo piano.

I bambini, se esistono le giuste condizioni, hanno sempre la possibilità di esprimersi, anche in casa, dare spazi e momenti ben precisi, con regole da rispettare da entrambe le parti. Possiamo davvero scoprire un mondo di emozioni e sentimenti, come di osservazioni e domande.

Così nasce una comunità dove tutti sono importanti.
 

venerdì 8 ottobre 2021

 "Questi sono i bambini nati durante il covid ". Così mi ha detto, in questi giorni,  un'educatrice nido.

Perché "questi"? 

 Settembre, ottobre sono i tempi  di inserimenti in comunità, sezioni nido o infanzia, e sono emerse più difficoltà dei bambini nel momento del distacco, aumentata la paura, l'ansia, anche la difficoltà di giocare con l'altro per molto tempo senza discutere o litigare o di stare a tavola per mangiare.

I tempi passati in famiglia, con  i nonni, l'apprensione dei genitori davanti ad un pianto o a " voglio stare con te" sono diventati enormi macigni che influenzano l'ambiente e l'esperienza educativa

Mai come in questo momento è importante lavorare ed educare insieme.

"Né la scuola, né la famiglia, possono farcela da sole oggi. EDUCARE é troppo difficile, è un compito che non sopporta più la solitudine". Così dice  Paola Milani , pedagogista e psicoterapeuta, a proposito del momento che stiamo vivendo.

La crescita, l'evoluzione di un bimbo è sempre in divenire, ed è il risultato tra genetica e ambiente.

E' chiaro che prendersi cura dei bisogni dei bambini, come aiutarli a stare in un gruppo di coetanei e non solo con i genitori , i nonni e gli zii, diventano fattori fondamentali di maturazione.

Quando si parla di prendersi cura, significa, esserci, ascoltare, dialogare, giocare, accudire, fornire stimoli, leggere, scoprire, dare affetto.

Ma anche lasciar fare, avere relazioni con i bambini, senza il nostro continuo controllo,  stabilire regole e dire dei no, saper prendere delle decisioni .

La famiglia rimane l'area più influente nello sviluppo cognitivo, emotivo e personale di un bambino.





giovedì 23 settembre 2021

 Green pass, niente assembramenti, mascherine per gli adulti, bambini 0-6 senza mascherine, giardino senza green o con green : è riiniziata la scuola cos'ì come il percorso educativo del nido, ma spesso i termini e le riflessioni che si pensa abbiamo vissuto a scuola,   in questo periodo, sono stati solo questi.

Ma non è così.

Stamattina al portone d'ingresso che immette nel giardino, salutavo mamme e babbi che entravano con bimbi più o meno sorridenti o un pò più piangenti, per chi sta facendo l'inserimento.

Vedo un a bimba di 4 anni, trasferitasi da altra città, che ha faticato nella frequenza in questi primi 15 giorni, anche per problemi familiari.

" Chiara ciao buongiorno, ben arrivata" La bambina si è voltata, mi ha guardato, sul suo volto è apparso un enorme sorriso mi si è avvicinata spalancando le braccia. Mi ha voluto abbracciare. Poi spedita è entrata.

Niente di miracoloso. In questi giorni ho cercato di essere presente nella ripartenza, in mezzo alle sezioni, alle maestre e ai bambini. Chiara l'avevo già vista piangere, stringendo forte le gambe della madre.

Così un giorno l'ho presa in braccio, abbiamo salutato la mamma, tra le lacrime, siamo entrati in giardino. Messa a terra due bimbe le si sono avvicinate ed è partita la giornata.

Non è  sempre così, almeno apparentemente. 

Ma Chiara, ha ribadito che l'attenzione,


attraverso uno sguardo, un saluto, un abbraccio, fin da bambini aiuta a crescere, aiuta a fidarsi e a credere nella speranza, anche quando riniziare una nuova giornata, "senza la mamma e il papà,  mi fa piangere ".

venerdì 10 settembre 2021


 
" Tanto sono piccoli e non capiscono o non si accorgono di niente".... diceria spesso utilizzata per non impazzire più del dovuto.

Eppure i primi 2000 giorni di vita di una persona sono ritenuti fondamentali per il futuro di ciascuno.

Ma se un bambino nasce in grandi città come Lagos in Africa o a Shanghai in Cina, oppure nel territorio delle foreste amazzoniche o alle pendici dell'Himalaya, cambia qualcosa nella  sua crescita, cambiano le priorità?

Un  documentario pensato e seguito da studiosi, filmando 10 zone del mondo e osservando 100 bambini nei loro primi 2000 giorni di vita, ha cercato di dare una risposta a queste domande.

Dallo studio svolto tre cose sono emerse uguali per tutti i bambini, che sono ritenute fondamentali , ovunque siano nati:

- la compagnia delle altre persone, per osservarle, ascoltarle, per costruire legami, per riconoscere emozioni, per imparare a parlare e a muoversi.

- la salute.

- forse ovvio, ma non scontato, L'ESSERE AMATI, nel rispetto del proprio essere persona, nell'accudimento, nel prendersi cura. In  questo modo sarà più semplice fissare e raggiungere determinati obiettivi.

E allora non è vero che tutto ciò che si progetta per e  con i bambini va sempre bene o è tempo perso o di minore importanza: anche costruire legami di fiducia tra educatori e famiglie.

Tutto ciò che viviamo a casa
, come al nido o alla scuola dell'infanzia, incide profondamente sul futuro della vita di un bimbo.

" I figli sono come aquiloni: insegnerai loro a volare, ma non voleranno il tuo volo; insegnerai loro a sognare, ma non sogneranno il tuo sogno; insegnerai loro a vivere, ma non vivranno la tua vita. Ma in ogni volo, in ogni sogno, e in ogni vita, rimarrà per sempre l'impronta dell'insegnamento ricevuto."

Madre Teresa di Calcutta 

 

venerdì 27 agosto 2021

 " Mia figlia arde dal desiderio di partecipare alla vita del nido. E' vivace, si relaziona facilmente, è solare e le piacciono tanto i bambini."

Questo è il messaggio di una mamma, inviatomi recentemente, per chiedere se c'era posto al nido.

Tutto normale, se non che la bambina non aveva ancora compiuto l'anno.

Quando incontro i genitori che iscrivono i bimbi  al nido e alla scuola dell'infanzia, cerco sempre di far risaltare la differenza tra ciò che vedono e vivono  a casa e ciò che vivranno i bimbi quando entrano e vivono in un gruppo, quando scoprono una comunità, e ognuno con le proprie storie, paure, qualità, sentimenti e abitudini.

Vengono messe in gioco tante emozioni, ma  sta a noi adulti aiutare i bambini a vivere serenamente l'esperienza per crescere e valorizzare i propri talenti.

La relazione, l'imitazione, il gioco, le regole del gruppo e della giornata sono tappe e momenti diversi da quelli che si vivono in ambiente domestico.

Se a casa ho un libro, o una bambola che uso quando e dove voglio,
nel gruppo, devo condividerlo, imparando a relazionarmi, a discutere o a piangere fino ad arrivare ad una consapevolezza degli altri bimbi, di tempi e modalità che pian piano saranno acquisite per vivere con gioia tutta l'esperienza.

 La complicità e la collaborazione con le famiglie sono basilari .

In particolare, in questo percorso di ambientamento o inserimento ( il succo non cambia) un aspetto è fondamentale: la fiducia reciproca.

L'anno passato davanti ad una mamma che piangeva nel momento del distacco con il figlio di 3 anni, abbiamo costruito una serie di momenti di relazione, di chiarimenti e incoraggiamenti, per aiutarla nel controllo dell'ansia e nella relazione di fiducia con le maestre.

L'esperienze 0-6 sono uniche e possono aiutare tanto, nel cammino di crescita dei bambini e di costruzione di comunità per le famiglie, se sono esperienze radicate sulla collaborazione, trasparenza  e la conoscenza di tempi e obiettivi e momenti vissuti.

venerdì 13 agosto 2021

In questa calda estate, di sole focoso e afa assillante, tra le tante pseudo notizie o repliche televisive, 
un immagine ho memorizzato, che mi ha fatto  rabbrividire.
Non sono qui a perorare una causa o prendere le distanze, ma di una cosa sono indignato: quando i bambini vengono USATI.
Una mamma che urla, nella massima rabbia, a sua figlia di 5-6 anni di dire ad un giornalista che è scemo, incitandola, richiamandola più e più volte . Fino a che la bambina ubbidisce.
Si incolpa la scuola , gli insegnanti, gruppi e associazioni per non svolgere bene il proprio ruolo di educatori.
Ma qui bisogna ripartire dalla base.
Vengono richiesti aiuti per bimbi in difficoltà, con problematiche di linguaggio, di relazione, di incapacità nel rispetto delle regole di un gruppo, o agli stessi genitori.
Ma i bambini GUARDANO, CAPISCONO, IMITANO soprattutto le persone che stimano e amano.
Non possiamo continuare a delegare, tutti abbiamo un ruolo educativo, ogni momento e in ogni luogo.
La società del futuro inizia da ora, da come facciamo le cose, da come le viviamo e da come gestiamo i vari momenti della nostra giornata.
E prendendo spunto da un classico della letteratura ...
" e i bambini stanno a guardare...."









 

giovedì 22 luglio 2021

Le OLIMPIADI e i BAMBINI (video)

 



venerdì 16 luglio 2021


 Un bambino ci può sempre comunicare o "insegnare" qualcosa, attraverso i suoi giochi, le sue domande, gli sguardi e le sue considerazioni.

Spunti, che se ascoltati, con la loro spontaneità e trasparenza, ci possono aiutare nell'imparare a dare il giusto peso alle cose, nella nostra vita e nel cammino da educatori.

Mentre guardo affascinato il lago di Anterselva, illuminato dai riflessi del sole, sento alle mie spalle un babbo che dice alla figlia, più o meno di 4/5anni " Vai a tirare i sassi nell'acqua come sta facendo quel ragazzo. Prova a fare tanti cerchi ....".

La bambina si avvicina al ragazzo, prende un sassolino, guarda il lago, poi si china e lascia cadere il sasso in una piccola pozzanghera  vicino ai suoi piedi e vede....il cerchio prendere vita. Lo ripete e sorride ogni volta, mostrandolo al babbo.

Praticità  e riuscita a portata di età,  a misura di persona....e non di genitore.

Mentre passeggio, incrocio una mamma con due figli. La mamma si ferma e chiede ai bambini di fare un selfie insieme, con i monti alle spalle.

I figli obbediscono, ma la foto giusta arriva dopo 4/5 scatti. I bambini immobili.

"Fatta"esclama la mamma con grande soddisfazione. "Possiamo ora andare a giocare nel prato?" "Aspettate che posto subito la foto su Facebook , poi ve la faccio vedere"

Ma i due bambini stanno già correndo sul prato. 

.....quando ti fanno capire quali sono davvero le cose importanti e soprattutto come "spendere"bene insieme il tempo in vacanza.

Le accortezze, le attenzioni degli adulti sono importanti sia come esempio educativo, per valorizzare ciò che è importante  da ciò  che non lo è,  sia come modalità di comunicazione,  per dire che siamo vicini ai bambini con il desiderio di ascoltarli e capirli.

venerdì 9 luglio 2021

Anche in questo periodo, capita di ricevere telefonate di babbi o mamme, che hanno i figli al centro ricreativo estivo, cariche di ansia, preoccupazione o arrabbiate.

" Mio figlio l'hanno preso in giro....mentre uno giocava con un cerchietto di legno l'ha fatto cadere sul piede di mia figlia, non si è fatta niente ma ci è rimasta male"

Qualche ora dopo ecco la telefonata....

Posso dire che l'impegno dei genitori è di far crescere i figli con amore e in sicurezza, tuttavia arriva un momento in cui L'IPERPROTEZIONE diventa un pericoloso nemico.

Può pregiudicare l'indipendenza dei bambini, la capacità di arrangiarsi ed assumersi le proprie responsabilità, essere consapevoli delle scelte  e risolvere i problemi della quotidianità a contatto con gli altri bambini , o anche in casa.

Aiutare i piccoli in casa, non significa accorrere sempre ad ogni richiesta di aiuto, oppure prendendo le difese a spada tratta contro gli altri bambini.

Tutti possono sbagliare e fare scelte senza pensare alle conseguenze, anche i nostri figli .

Non per niente la saggezza del passato ce lo insegna " sbagliando s'impara".

Attenzione perché l'iperprotezione, può avere conseguenze sul comportamento e sullo sviluppo ( tanto ci sono sempre i genitori a risolvere ogni intoppo) e difficoltà nell'assumersi responsabilità.

Per non parlare della bassa tolleranza alle critiche , non accettando i propri errori o fallimenti e incolpando gli altri.

Amare i bambini, non significa provvedere a proteggerli sempre con uno scudo spaziale, ma aiutarli ad "arrangiarsi" chiaramente in base alle situazioni , cercare di risolvere situazioni o superare ostacoli con le proprie forze in collaborazione degli educatori e del gruppo dei bambini.




venerdì 25 giugno 2021

 " Educare la mente senza educare il cuore non è affatto un'educazione " Aristotele.

Fin dalla nascita, la sensibilità è presente in ogni persona in modo esponenziale...a fior di pelle.
Osservando i bambini nelle relazioni, al nido poi alla scuola dell'infanzia, si può verificare com'è più facile, spontaneo e limpido l'apertura agli altri.
Già verso i 4-5 anni, ciò è meno evidente, proprio perché non sempre stimolati all'educazione e alla sensibilità verso il prossimo.
Purtroppo nel cammino scolastico, l'educazione del cuore e la spiritualità, vengono dimenticati per lasciare spazio alla ragione e alle emozioni.
Invece, proprio all'infanzia, attraverso esperienze motivanti, si può passare a comportamenti che sono frutto di decisioni personali.



Questo anche nelle nostre case, mettendo in moto la GRATUITA', nel fare piccoli lavoretti, per il bene di tutti, come stare attenti a chi ha bisogno di gesti di affetto o incoraggiamento.
E allora il percorso può essere fondamento di futura maturità da giovane e da adulto....e direi che se ne sente il bisogno.
Teniamo presente allora, di lasciare spazio ad una cultura di dialogo e collaborazione e di calore umano.
Se è vero che ogni uomo cerca il bene e aspira all'amore, verifichiamo sempre come educatori, i nostri valori e le metodologie, perché " si educa molto con quello che si dice, ancor di più con quello che si fa, molto di più con quello che si è ". ( Sant'Ignazio di Antiochia)

venerdì 18 giugno 2021


 "....queste dipinte mura, Quei figurati armenti, e il Sol che nasce Su romita campagna, agli ozi miei Porser mille diletti" (Leopardi).

Tempo d'estate , tempo di vacanze, tempo di gioco libero e di fantasia.

C'è ancora l'idea che, anche durante le vacanze estive o quando tutta la famiglia è in vacanza,  più si stimolano i bambini e più acquisiscono competenze.

Anche i bambini si stancano e possono avere voglia di Ozio, inteso come la possibilità di avere tempo libero senza giornate piene di orari da rispettare e impegni  a cui partecipare. Durante tutto l'anno le giornate sono piene di orari e relazioni tanto da dare stanchezza emotiva e fisica e la sera diventa difficile, anche per un bambino,  divertirsi con i genitori, stanchi della giornata lavorativa.

Il tempo  "non impegnato" non è "tempo perso" o vuoto da riempire.

Ecco allora la riscoperta dei ritmi lenti, dove la fantasia può pian piano prendere il giusto spazio e un bambino impara ad essere indipendente, ad assumere la propria responsabilità e a gestire il tempo da sé.  Condividere attività, passeggiate all'aria aperta, hobby con la famiglia e riprendere contatto con le emozioni e l'affettività.
Spesso i bambini, come gli adulti, hanno difficoltà a tollerare l'attesa. 
Per un bambino il riposo, la vacanza possono essere uno stimolo a riscoprire il tempo libero come momento di crescita e di scoperte attraverso il gioco libero.
Vacanze è tempo di esperienze diverse e viaggi che, al di là dello stress organizzativo, contribuiscono a rafforzare i legami della famiglia, a tutte le età. 
Le vacanze contribuiscono a creare ricordi indelebili che rafforzano i legami e stimolano scoperte e curiosità.

venerdì 28 maggio 2021

Giocare è un'attività seria.

Costruire e modificare, inventare e provare, far cadere e ricominciare, esplorare e comunicare : queste sono le caratteristiche che un bambino mette in atto con i GIOCHI. 


Tempo fa i bambini giocavano solo e si divertivano con ciò che trovavano, dalla natura o dalle cose date in casa. Con poco si fantasticava e si progettavano giochi per sé stessi o di gruppo.
Quanto tempo passato con le bilie e la pista scavata in terra o le palline dei ciclisti. Si studiavano e ci si accordava sulle regole, si tifava , si discuteva e si faceva pace.
Poi è venuta l'epoca dei Giocattoli "pensati dagli adulti",  sempre più futuristici, creando un mercato e condizionando il tempo dei bambini.
Ma se ci facciamo caso , un Gioco acquistato, molto colorato e accattivante, attira l'attenzione di un bimbo per un tempo più o meno limitato, se non essere dopo poco dimenticato.
Per un bambino può essere un gioco tutto ciò che stimola la fantasia, dà l'opportunità di costruire , imitare, cambiare in corso anche l'utilizzo e chiaramente relazionarsi.

Con un gioco , il bambino crea legami di intimità anche con i genitori. La cosa migliore è STARCI , rispettando le sue regole, le sue modalità, lasciando la possibilità di sbagliare e soprattutto non inserirsi con " aspetto che ti faccio vedere io come si fa".
 In questo, ripetendo le stesse sequenze, riuscirà a padroneggiarle.
Se come educatori entriamo nell'ottica che il Giocattolo è un modo per entrare nel mondo dei bambini, accettando le loro regole e i loro svolgimento, creeremo un legame di forte condivisione.
I giocattoli sono il mezzo per i bambini per giocare e il gioco ti aiuta a capire e conoscere la vita.
E' una cosa seria.
 A noi, non alla tv o al cellulare o al gioco comprato in edicola ogni giorno, il compito di ESSERCI e STARCI.
Provate a contare quanti giochi avete in casa ...quanti esagerati stimoli, troppe distrazioni e di conseguenza incapacità di attenzione e concentrazione per tempi prolungati.
Il giocattolo non serve per "distrarlo" o sostituire il genitore , ma come strumento educativo.
Gioca con i bambini e ti faranno entrare nel loro mondo reale e ...fantastico, condividendo storie ed emozioni.
( blog ripreso del 26-06-2020)


venerdì 14 maggio 2021

 Charlie Chaplin ha detto "Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato.

I ricchi comprano rumore.
L'animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi la cerca."

E' un periodo che spesso viene da dire BASTA, a questo rumore assordante, ai numerosi strilli sovrapposti, a questi sapienti che hanno verità in tasca....
Poi spenta tv, cellulari e tutto il resto, fuori il mondo ha dato una visione di sé, impensabile: il SILENZIO del giorno, della sera, il silenzio delle città, i rumori della natura in città.
Effettivamente viene da chiedere se esiste ancora il silenzio, davanti a noi adulti che non sappiamo ascoltarci, che urliamo e cerchiamo di parlare più forte dell'interlocutore, o alla musica a tutto volume che proviene dall'auto che passa alle 7 della mattina.
Eppure il silenzio è uno stato di mente e corpo, fondamentale per il nostro benessere.
Ci aiuta rigenerarci, a rielaborare ciò che è accaduto, a riposare.
Il silenzio è più vissuto come vuoto, come qualcosa da riempire. Quasi avessimo paura di confrontarci con noi stessi, facendo un'eco di incontri avuti o fatti accaduti e con  la certezza di sentirsi inadeguati , davanti alle riflessioni, agli"esami di coscienza" che ne possono uscire . Ma soprattutto aver paura di ascoltare l'altro che potrebbe davvero avere ragione.

Ora volgiamo lo sguardo ai bambini e d'istinto mi viene da ricordare la tipica frase" Basta, ora fate tutti silenzio o vi metto in punizione". Non è certo l'imperativo  o il richiamo che aiuta i piccoli a scoprire il silenzio , ma piuttosto capiscono che non bisogna parlare .
Ma anche se gli adulti oggi fanno fatica a viverlo e testimoniarlo, per i bambini il SILENZIO è importante per interconnettersi con gli altri, scoprire il piacere di ascoltare.
Per cui non va imposto , ma vanno create le condizioni perché si manifesti spontaneamente.
La concentrazione, la calma, la curiosità , il gustare il presente diventano allora competenze che si acquisiscono e non scompaiono. I sensi si amplificano permettendo di scoprire cose, pensieri, emozioni e un attenzione al mondo circostante fatto di persone e natura.
Partendo già dal volume della nostra voce, al creare un clima di quiete, che non è farli sentire degli zombie davanti alla tv,  eviteremo giornate piene di confusione e li aiuteremo a valorizzare ritmi e pause come preziosi momenti di quiete.
Proponiamo loro di ascoltare anche brani musicali, di ascoltare una storia, di fare un giro insieme e individuare quali suoni e chi appartengono.
" Il silenzio delle labbra cucite non è silenzio. Si può raggiungere lo stesso risultato tagliandosi la lingua, ma nemmeno quello sarebbe silenzio. È silenzioso colui che, potendo parlare, non proferisce alcuna parola inutile."  Gandhi
( blog del 9-05-2020........oggi ancora di più)


venerdì 7 maggio 2021

 Enzo Biagi a proposito di MAMME, ha scritto " Le verità che contano, i grandi principi, alla fine restano sempre due o tre. Sono quelle che ti ha insegnato tua madre da bambino"

Quante mamme ho conosciuto lungo il mio percorso lavorativo.

Di ogni incontro ricordo qualcosa, dopo ogni incontro ho memorizzato e scoperto atteggiamenti, gesti che mi hanno aiutato a crescere come educatore, insegnante, coordinatore.

Non scordo, alla scuola dell'infanzia, quando trovammo una mamma stesa sul pavimento, che cercava di guardare attraverso la porta a vetri della sezione, come stava e cosa faceva suo figlio. DARE FIDUCIA PER SUPERARE L'ANSIA.

Alcune mamme, per aiutarci nella progettazione che riguardava i continenti e le culture diverse dalla nostra, si presentarono  vestite da indiane e spiegarono il significato dei loro costumi. Oppure le mamme nigeriane in costume tradizionale del loro paese con un piatto tipico da far assaggiare ai bambini. COLLABORAZIONE ED ENTUSIASMO

A volte l'amore per il figlio si trasforma in travolgente energia, come quando una mamma per il compleanno del figlio, si presenta  a scuola con 50 palloncini argentati , festoni e vassoi di dolci per far festa.  ENERGIA E CONDIVISIONE

E ancora l'organizzazione di due mamme, per andare con tutte le famiglie della stessa  sezione di nido, al mare, in una domenica di maggio. Orari dei treni, trasporto per arrivare alla stazione per chi non aveva altre possibilità, pranzo al sacco. FARE COMUNITA'

C'era mamma Adel che per portare sua figlia al nido, impiegava a piedi con il passeggino, non avendo altro mezzo, 30 minuti ad andare e 30 a tornare. Ed ecco un'altra mamma che si offre concordando i tempi per passarla a prenderle in auto. CONDIVISIONE

Ricordo anche l'uscita di una sezione materna, alla fattoria di una mamma. Giro sul carro trainato dal trattore in mezzo ai campi, raccolta dell'uva e pigiatura, mungitura della mucca per scoprire da dove viene il latte e ... la mamma sempre  con il sorriso , gioiva con tutti i bambini. CORRESPONSABILITA'.

E' proprio vero " Una buona mamma vale 100 maestri" Palmer G.H.

AUGURI MAMME