BASTA LAMENTARSI.... mi verrebbe da sottolineare in questo periodo storico.
Riflessioni,consigli,vita vissuta dei nostri bambini per aiutarli nel cammino di crescita.
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lunedì 24 luglio 2023
BASTA LAMENTARSI.... mi verrebbe da sottolineare in questo periodo storico.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 30 giugno 2023
"DA SOLI CI SI PERDE, INSIEME SI VA LONTANO" Andrea Canevaro pedagogista italiano scomparso l'anno scorso,.
In questi giorni di fine anno educativo e scolastico, nella fascia 0-6 anni, molto spesso nella verifica degli obiettivi, nell' esaminare la "fotografia " del gruppo dei bambini e di ogni bambino, le educatrici riportano come molto spesso i bambini che hanno difficoltà, o hanno diagnosi, sono ben voluti da tutti , le attenzioni sono tante, così come la voglia di riprovarci se un'esperienza è stata non proprio positiva.
Senza troppi ragionamenti si accettano tutti, condividono, litigano, si abbracciano, ridono o piangono.
Vivono il gruppo come un grande piatto, dove tutto è possibile assaggiare, ma tutto è diverso, nei colori, sapori, quantità, spessore. Insieme è buono , bello e gustoso
L'inclusività è anche questo, è conoscersi, apprezzarsi è"...la capacità di cogliere l'inaspettato è un occasione fondamentale da non perdere. Ci può restituire solo cose belle". A. Canevaro
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 9 giugno 2023
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
mercoledì 24 maggio 2023
"... vorrei mettermi a vendere sai che cosa? La speranza"
Quasi tutti i bimbi sono presenti, accompagnati dai genitori e accolti da educatrici e maestre con la convinzione che stare insieme, condividere, ricominciare è necessario per ripartire.
In questo periodo cosa hanno visto gli occhi di questi bambini, quante emozioni si sono sovrapposte, condizionati anche dalle espressioni degli adulti. Come aiutarli.
Intanto ascoltarli, senza pressioni. A scuola il " circle time", il luogo dove i bimbi, in cerchio ogni mattina ascoltano, comunicano, organizzano, diventa fondamentale. I bimbi ci tengono a raccontare la loro esperienza, attraverso un fatto, un ricordo, un immagine. Da lì possono partire anche racconti di emozioni, paure, domande.
Attenti a non dare false speranze, ma proporre soluzioni raggiungibili, condivisibili , perché possano continuare ad aver fiducia in noi, e soprattutto soluzioni o ipotesi chiare senza troppi giri di parole.
Giocare, disegnare sono modi per comunicare, per esprimere ciò che si prova.
Mantenere e rendere costanti le routine, le abitudini che danno sicurezza, a casa e a scuola. Incentivando il mangiare insieme, possibilmente senza tv e soprattutto senza le immagini che fanno il resoconto continui di disastri e contestazioni. E anche senza cellulare.
Ma quando c'è il tempo, anche poco, esserci, abbracciarsi, perché sappiano e comprendano che siamo vicini a loro, sempre!
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 21 aprile 2023
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 31 marzo 2023
L'abbraccio è un gesto importante di affetto, di coraggio, di condivisione , di coccola.
I bambini li abbracciamo per dimostrare il nostro voler bene, il nostro sostegno, la nostra vicinanza, la nostra protezione.
Davanti ad una paura, ad un dolore per l'adulto, ma ancor di più per un bambino, abbracciarsi è come dirgli" sono con te , non ti lascio sola/o".
Ci avviciniamo alla Pasqua e siamo spesso in difficoltà e indecisi su come viverla insieme ai bambini.
E' una tristezza che ai bambini arrivi solo il lato consumistico della festività, senza entrare nel significato dei simboli, tanti, che vengono rappresentati e utilizzati.
Come adulti, al di là della fede, siamo in difficoltà a decidere, e come, parlare ai bambini di sofferenza, morte, dolore e... Vita e resurrezione.
Eppure la Pasqua è la festa delle feste, è la più bella storia d'amore, è la festa dell'abbraccio.
Fino a 3 anni i bimbi, non comprendono il concetto di morte, ma vedono attorno a loro, smarrimento e confusione.
Dai 4 anni già nelle storie, nelle favole, la sofferenza, l'emozioni compaiono e attirano l'attenzione dei bambini.
Ancora oggi sento genitori o nonni che davanti a poca obbedienza, citano il lupo, come simbolo di male e paura.
I bambini ascoltano attentamente le storie e con i loro tempi, con le loro domande, capiscono e ..." crescono", imparano a confrontarsi e gestire le emozioni, sempre con l'adulto compagno di viaggio.
Utilizzando parole chiare, racconti lineari senza vocaboli difficili, anche la storia della sofferenza, la morte di Gesù, il dolore dei suoi amici e sua madre, verrà pian piano compresa, attraverso quell'empatia che è indispensabile per capire e conoscere gli altri, conoscere così che oltre il NOI, ci sono altri , con emozioni , gioie e sofferenze. L'empatia porta a crescere e superare fragilità emotive.
Ma tutto questo con L' ABBRACCIO " sono con te, non ti lascio solo".
E così la Resurrezione sarà la scoperta di una festa, dove il bene vince sul male, dove l'amore fa la differenza su tutto.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 10 marzo 2023
" Ma perché non hai i capelli ?" mi chiede Lia di 4 anni. " Mi sono scivolati giù e sono diventati barba" rispondo " Davvero?"
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 17 febbraio 2023
" Ti voglio bene" e Jennifer bacia la bambola, la imbocca con un cucchiaio e la mette a letto, coprendola delicatamente con una piccola coperta.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 27 gennaio 2023
Mi colpisce subito Gianni, un bimbo che sta mangiando i maccheroni, ma sulle guance scendono come fiumiciattoli grandi lacrime.....mi avvicino al tavolo dove, insieme a lui a pranzo ci sono altri 4 amici. Mi siedo, lui mi guarda e mi dice " VOGLIO MAMMA".
, bambino solare, attivo , partecipativo, è da qualche settimana che improvvisamente, si intristisce fino a piangere.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
mercoledì 4 gennaio 2023
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 23 dicembre 2022
"Ho gettato via la mia tazza quando ho visto che un bambino beveva al ruscello dalle proprie mani" Socrate
La semplicità , anche in educazione, è purtroppo una caratteristica che spesso viene dimenticata.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
mercoledì 7 dicembre 2022
" I bambini hanno bisogno di sporcarsi"
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 18 novembre 2022
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
lunedì 31 ottobre 2022
Davanti a genitori separati, davanti a rancori e "appunti" di tutto ciò che fa l'altro o l'altra, è davvero difficile chiedere di immedesimarsi nei figli, nel provare a capire cosa vedono, sentono, quali emozioni provano.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 14 ottobre 2022
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
sabato 24 settembre 2022
Entrando al Nido d'infanzia i bimbi entrano, per la prima volta, a far parte di una comunità, così come le loro famiglie.
Comunità con regole, con rapporti nuovi da costruire, con la condivisione degli spazi e dei giochi, condivisione del pasto e del dormire.
Per i genitori è condivisione del percorso educativo di crescita del proprio figlio con le educatrici, le insegnanti, il coordinatore pedagogico o didattico.
Quante emozioni e opinioni e riflessioni vengono messe al centro.
Quando è chiaro l'obiettivo e tutti viaggiano per lo stesso percorso, anche se con fatiche, cambiamenti di opinione, i bambini hanno davvero infiniti benefici.
Ma non sempre è così semplice, perché ognuno ha le proprie abitudini, le proprie regole di vita quotidiana, i propri principi.
Dunque il dialogo, l'ascolto, il confronto, nel rispetto dei propri ruoli, è basilare, per camminare insieme nello stesso progetto educativo.
Vigostskij, psicologo e pedagogista sovietico dei primi del '900, enfatizzava l'importanza dell'ambiente nello sviluppo emotivo dei bambini.
Sempre di più la pedagogia ha sottolineato che le interazioni e le relazioni che il bambino instaura fin dai primi mesi di vita, scoprire le regole del vivere insieme, risolvere i conflitti, la collaborazione vissuta nel gioco, sono fondamentali per uno sano sviluppo emotivo e cognitivo.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 2 settembre 2022
" Vi chiedo che mia figlia, quando è a scuola, non si sporchi", " State attente a non farlo sudare", " La tuta? Ma lei non la vuole"
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
lunedì 25 luglio 2022
In un rifugio in montagna, a lato del nostro tavolo, una famiglia pranza al tavolo con 2 bimbe di 1/2 anni e l'altra di 3/4 anni.
Il Babbo : " Camilla CONNETTITI , incomincia a mangiare!"
Dopo poco ancora " Attenta Lucia, la posata è AGUZZA, può farti male".
Nella fase neonatale o prescolare, i bambini, hanno necessità di ascoltare, sentir parlare gli adulti, in modo semplice, non utilizzando vocaboli scorretti e inventati o troppo complicati o metafore, ma semplici, tanto da associarli ad un oggetto, un azione. E soprattutto meglio usare il nostro normale timbro di voce pronunciando le parole in modo corretto. Ricordiamoci sempre che i bambini cercano di imitarci e il linguaggio non verbale è fondamentale: sguardi, toni di voce , mimica facciale.
Per stimolare il linguaggio è importante guardarsi in faccia, giocare comunicando, leggere storie, ripetendo i vocaboli, usando filastrocche, senza usare il "bambinese" , piuttosto sillabando e
facendo in modo che il bambino acquisisca , faccia suo il termine e di lì possa andare avanti, imparane altri.
Inoltre fare in modo che il bambino chieda e non solo indichi cosa vuole, racconti con i suoi tempi , senza anticiparlo per fare più in fretta.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
martedì 28 giugno 2022
....quanti pensieri, quante domande o racconti ci sono negli occhi di un bambino. Paure o gioie, dubbi o ascolto infinito.
Quando sono davanti agli occhi di un bambino, cerco di capirne il suo linguaggio, che è molto più chiaro delle parole soprattutto fino ai 3-4 anni.
Ci sono studi, teorie, che spiegano cosa guardare e come valutare gli sguardi dei bambini, quali emozioni carpire, ma alcune cose sono lampanti per chiunque guarda con attenzione e delicatezza.
" Luca raccontami cos'è successo, perché Paolo piange, è successo qualcosa che mi vuoi dire ?"
Silenzio e volto girato. " Dai...per favore, guardami in faccia. Mi dici perché Paolo piange è successo qualcosa?"
" Non mi faceva giocare con lui.... mi ha dato un pugno.."
" E' andata proprio così?"
Gli sto chiedendo di fidarsi e di affidarsi. Se ti da la mano si è già ad un buon punto della comunicazione e della relazione.
Entrare in ascolto, non distrattamente, non mentre facciamo altre cose. Guardare è un atto di delicatezza e di cura, in cui si sospende il giudizio e la morale, ma si la possibilità di mostrare la fragilità e le paure, sapendo che si può guardare oltre, e i nostri occhi lo possono testimoniare.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 3 giugno 2022
Vedere bambine e bambini che si abbracciano, si salutano, baci alle maestre, genitori che applaudono, salutano....dopo due anni di restrizioni e paure, fa solo piacere e porta molta gioia.
A questo punto capisci quanto è importante la relazione, quanto importante guardarsi in faccia, abbracciarsi, gioire insieme.
Certo, questo tempo ci ha insegnato che la relazione può passare anche attraverso lo schermo di un computer, sperando che vi sia la connessione continua, che tutti sentano tutto, che non vengano interrotti dialoghi e considerazioni. Sicuramente velocizzano e ottimizzano i tempi, la presenza dei genitori rispetto alla scuola è aumentata.
Ma....
Quando ora ci incontriamo con le maestre e le educatrici, concordiamo che la relazione in presenza è un'altra cosa, come l'attenzione, la voglia di confrontarsi, di partecipare....di esserci.
Anche i genitori, ora, gioiscono delle feste e degli incontri fatti insieme in giardino, perché, dopo la novità iniziale, li vedevi che molti si collegavano mentre guidavano l' auto, al supermercato o al parco con i figli mentre mangiano il gelato, e capivi che erano occasioni sprecate per il bene di tutti , in particolare per i bambini.
Il contatto umano, la voce , l'espressione del volto, la gestualità di ogni persona aiutano nella comunicazione, nella relazione, nell'attenzione all'altro.
Vedere un bimbo in sezione arrabbiato per la contesa di un gioco o innervosito perché non si fa "quello che voglio" e chiedergli, a braccia aperte o allungando la mano " vieni con me che facciamo un giro in giardino, che controlliamo le fontanelle che quei signori stanno sistemando" vederlo correre curioso... e dopo aver ascoltato le sue domande, i suoi racconti, vederlo sorridere quando chiedi se vuole tornare in sezione dai suoi amici, comprendi l'importanza del contatto umano, dell'essere lì in quel momento.
Essere presente con tutta la tua persona, cercando di non perdere nulla di chi ti è accanto.
Perché è attraverso i legami con i compagni, la relazione con l'educatore , che nascono le motivazioni per apprendere, per stare bene e sentirsi sicuri, per avere fiducia in se stessi e costruire la propria personalità.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
















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