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sabato 12 agosto 2023

 Montagna...Vacanze...Riposo...Rilassamento...Serenità...Ci incamminiamo per una mulattiera che porta a un lago a 2000 metri, mulattiera, dice la guida, con un percorso della durata di 45 minuti-1 ora anche con bambini.

E così è.... famiglie, bambini appena nati, di 5-6 anni...di tutte l'età...anzi persone di tutte le età, con cani di ogni tipo.

Il percorso in mezzo al bosco è splendido, la vista impagabile.

Man mano si alternano momenti di piana a piccole salite, quasi sempre ombreggiate.

Incontriamo famiglie di varie nazionalità, più scattanti e più affaticate.

Ma quello che mi colpisce, oltre al luogo, è la modalità dei genitori di vivere questa esperienza con i figli.

Ci sono nonni o babbi caricati di passeggino e mamme con bimbi in braccio, altri che spingono a fatica il passeggino con 2 bimbi.

Ad un certo punto, dietro di noi, sento grida e urla di una bimba, con la mamma che le chiede di non piangere. Ci superano e poi si fermano a lato. La mamma" Anna hai mangiato 2 biscotti 5 minuti fa, puoi resistere  prima di mangiarne altri, almeno 5 minuti?" Le urla e i capricci rimbombano nella vallata.

Davanti ad un salita, per noi, vediamo scendere all'incontrario e correre un bimbo di 5-6 anni con un bastone in mano. In quel momento il sentiero è pieno di sassi e la discesa, per lui, ripida.

Da dietro i genitori urlano " Marco fermati, ti fai male", 1 volta, 2 volte, alla terza la potenza dell'ordine è così forte, che tutti ci fermiamo...e pure Marco. La mamma arriva di corsa, lo prende per un braccio. Il bimbo la guarda e le dice" Ho detto che ti devi togliere dalla mia vista". Rimango stupito dalla formulazione della frase e dalla rabbia e mi aspetto, dalla madre, qualcosa che non arriva, anzi " Caro, mi tolgo dalla tua vista, ma non correre in discesa".

Al ritorno dopo aver scoperto un lago magnifico, una famiglia ci supera, il babbo ha nello zainetto sulle spalle, un bimbo piccolino, e per mano le due sorelline. Insieme ridono e scherzano insieme alla mamma. " Sento delle cornacchie...sono versi di cornacchie, ma possono davvero esserci delle cornacchie in questo posto?" e tutti a provare a fare versi di ogni tipo... poi riprovano altri animali. Si fermano a guardare i monti attorno a loro e insieme ripartono cantando.

Davvero...vacanze insieme... di serenità!


 

lunedì 24 luglio 2023


 BASTA LAMENTARSI.... mi verrebbe da sottolineare in questo periodo storico. 
 Dietro al lamento, ci sono una serie di emozioni negative suscitate da ciò che si sta vivendo in quel momento, senza impegno per trovare una soluzione. Il disagio lo esprimo con la lamentela.

Se poi le lamentele, sono fatte da persone che in una relazione, non lasciano spazio agli altri per diventare il centro di tutta la conversazione, ecco che la pazienza ha un limite....
 Come educatori ci troviamo spesso in situazioni di bimbi che piagnucolano, con richieste, con lagna continua.
 Ma i bambini ... sanno che funziona, per cui ci provano e ci manipolano finché non li esaudiamo, oppure come un temporale ci poniamo davanti a loro.
 Bisogna rispondere adeguatamente alle lagne, non certo con "devi smetterla", perché facciamo capire che hanno ottenuto la nostra attenzione.
Intanto bisogna sintonizzarsi sul loro stato emotivo ( paura, male, insofferenza, stanchezza, rabbia)....cioè sentire ciò che sentono ( anch'io al tuo posto mi sentirei arrabbiato, ma adesso ti dico no)
Poi chiedere di parlarci con la voce normale, perché " ...altrimenti non capisco" sottolineando gli aspetti positivi.
Voler bene ai nostri bambini non vuole dire evitargli ogni frustrazione. Dobbiamo imparare a dire di no, con la consapevolezza che stiamo facendo la cosa giusta.
Poi nella giornata cerchiamo di vivere con loro un momento "magico", senza tv o cellulari, condividendo un gioco, una storia..
Ci vuole tempo e pazienza....e le cose possono cambiare.

venerdì 30 giugno 2023

"DA SOLI CI SI PERDE, INSIEME SI VA LONTANO" Andrea Canevaro pedagogista italiano scomparso l'anno scorso,.

In questi giorni di fine anno educativo e scolastico, nella fascia 0-6 anni, molto spesso nella verifica degli obiettivi, nell' esaminare la "fotografia " del gruppo dei bambini e di ogni bambino, le educatrici riportano come molto spesso i bambini che hanno difficoltà, o hanno diagnosi, sono ben voluti da tutti , le attenzioni sono tante, così come la voglia di riprovarci se un'esperienza è stata non proprio positiva.

Senza troppi ragionamenti si accettano tutti, condividono, litigano, si abbracciano, ridono o piangono.

Vivono il gruppo come un grande piatto, dove tutto è possibile assaggiare, ma tutto è diverso, nei colori, sapori, quantità, spessore. Insieme è buono , bello e gustoso

L'inclusività è anche questo, è conoscersi, apprezzarsi è"...la capacità di cogliere l'inaspettato è un occasione fondamentale da non perdere. Ci può restituire solo cose belle". A. Canevaro




Inclusività è accoglienza
Ma spesso noi adulti siamo in difficoltà davanti al disabile, allo straniero a chi è diverso...
Con i bambini è importante parlare, ascoltare, valorizzare gli interventi di tutti.
Scegliere e leggere dei buoni libri  dove anche attraverso il disegno, linguaggio universale, tutti posso seguire, capire, riflettere.
Fare giochi cooperativi, dove nessuno vince, ma si vince insieme, trovando la modalità per uscire da una situazione complicata.
Vivere e imparare il rispetto per tutti, a proteggere tutti
Ricordiamo che i bambini imparano dall'esempio di noi adulti, che davanti ai bambini è importante essere sinceri con esempi concreti, utilizzando il linguaggio con cura, senza definizioni o etichette che poi influenzano i rapporti. 
La diversità esiste, ma mai come cosa negativa.




 

venerdì 9 giugno 2023

Dopo un disastro naturale, che sia terremoto, o in questo caso alluvione, possono esserci tante reazioni , da parte della popolazione. Tutti hanno visto e sottolineato come in particolare i giovani sono stati disponibili per dare una mano a pulire, a ripartire.
Ma anche il senso di comunità, in un condominio, o una zona della città, è emerso, dove tutti hanno collaborato per aiutarsi a vicenda .
Chiaramente la rabbia, il chiedersi perché e quali responsabilità, sono stati sempre presenti in tutti e in tutto il periodo.
Ma...
dopo circa un mese é iniziata una certa anarchia, una libertà personale nel farsi le regole da soli, perdendo di vista l'insieme.
Ecco con i bambini é necessario la costanza negli atteggiamenti e nelle scelte.
Le regole servono per vivere insieme, come comunità, nel rispetto dei diritti e delle cose di tutti.
Con i bambini possiamo anche riflettere insieme su quali sono le regole per un gioco, nella gestione del materiale, nel come trattare un libro, come dialogare nel "cerchio" dove si ascolta, si risponde, si espone la propria idea. Usando sempre gentilezza e fermezza.
 Di qui nasce la coscienza individuale e la conoscenza di quella degli altri, notando uguaglianze e differenze. Un bambino può provocare, fare capricci...è in quel momento che "chiede che gli venga insegnata una regola". Sgridarlo e basta é perdere un'occasione importante.
Decise le regole siamo i primi, come adulti a rispettarle, a correggersi insieme.
L'educazione civica parte con i bambini, ma come sempre l'esempio é degli adulti.


                                                               







 

mercoledì 24 maggio 2023


"... vorrei mettermi a vendere sai che cosa? La speranza"

 Il nido e la  scuola hanno riaperto, dopo una settimana di acqua, fango , macerie e lacrime.

Quasi tutti i bimbi sono presenti, accompagnati dai genitori e accolti da educatrici e maestre con la convinzione che stare insieme, condividere, ricominciare è necessario per ripartire.

In questo periodo cosa hanno visto gli occhi di questi bambini, quante emozioni si sono sovrapposte, condizionati anche dalle espressioni  degli adulti. Come aiutarli.

Intanto ascoltarli, senza pressioni. A scuola il " circle time", il luogo dove i bimbi, in cerchio ogni mattina ascoltano, comunicano, organizzano, diventa fondamentale.  I bimbi ci tengono a raccontare la loro esperienza, attraverso un fatto, un ricordo, un immagine. Da lì possono partire anche racconti di emozioni, paure, domande.

Attenti a non dare false speranze,  ma proporre soluzioni raggiungibili, condivisibili , perché possano continuare ad aver fiducia in noi, e soprattutto soluzioni o ipotesi chiare senza troppi giri di parole.

Giocare, disegnare sono  modi per comunicare, per esprimere ciò che si prova.

 Mantenere e rendere costanti le routine, le abitudini che danno sicurezza, a casa e a scuola. Incentivando il mangiare insieme, possibilmente senza tv e soprattutto senza le immagini che fanno il resoconto continui di disastri e contestazioni. E anche senza cellulare.

Ma quando c'è il tempo, anche poco, esserci, abbracciarsi, perché sappiano e comprendano che siamo vicini a loro, sempre!



venerdì 21 aprile 2023





" Per aiutare un bambino, dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente" Maria Montessori

"Coraggio bimbi, riordiniamo che poi facciamo lo spuntino con la frutta" dice l'educatrice Antonella.
" Gianni metti a posto per favore quel cavallino e quella mucca"
Gianni raccoglie i 2 animaletti e li ripone nel contenitore insieme a tutti gli animali.

Ci sono competenze che vengono acquisite fin da subito, in base all'atteggiamento dell'educatore, alla ciclicità dell'azione, tanto da ritenere il riordino come fine dell'attività stessa.
Sicuramente l'adulto oltre ad essere coerente con ciò che è richiesto ( segnalo spesso alle educatrici la contraddizione di chiedere il riordino quando la scrivania della sezione o la sistemazione di alcuni spazi sono nel caos) può mettere in atto alcuni accorgimenti.
Innanzitutto per fare in modo che un azione venga interiorizzata, va ripetuta costantemente, e soprattutto vissuta insieme chiedendo la collaborazione, soprattutto nello 0-5 anni. Nei primi anni condividere insieme è basilare.
Avere definito quali sono le cose da riordinare e dove devono essere messe, in quali contenitori o spazi, stabilendo e mostrando, il posto preciso per ogni cosa, il libri, i giochi, i pastelli ... e chiaramente non in un armadio chiuso, ma ad altezza e portata di mano del bambino, favorendo pian piano la sua autonomia, è fornire punti di riferimento,  e aiuta anche a strutturare un ordine interiore.
Non eccedere con tante stimolazioni, tanti giochi o libri. Con nuovi regali, qualcosa va eliminato dalla stanza, togliendo anche gli oggetti rotti o che non funzionano.
 Nel riordino vengono messe in campo, dai bambini, competenze specifiche, di classificazione ( animali, automobili, costruzioni) di colore , di forme ( oggetti tondi , con spigoli), con un percorso di educazione all'attenzione e concentrazione. 
 Ricordiamoci che lo spazio, l'ambiente, può essere l'educatore in più, che per accogliere e rassicurare deve essere a misura di bambino, con spazi contenuti, accoglienti, ordinati, essenziali, in modo da favorire l'agire e il pensiero del bambino. Soprattutto dando la possibilità di orientarsi a livello spaziale e relazionale, aiuta ad avere una sicurezza interna necessaria per  inserirsi nel mondo.

 

venerdì 31 marzo 2023

 L'abbraccio è un gesto importante di affetto, di coraggio, di condivisione , di coccola.

I bambini li abbracciamo per dimostrare il nostro voler bene, il nostro sostegno, la nostra vicinanza, la nostra protezione.

Davanti ad una paura, ad un dolore per l'adulto, ma ancor di più per un bambino, abbracciarsi è come dirgli" sono con te , non ti lascio sola/o".

Ci avviciniamo alla Pasqua e siamo spesso in difficoltà e indecisi su come viverla insieme ai bambini.

E' una tristezza che ai bambini arrivi solo il lato consumistico della festività, senza entrare nel significato dei simboli, tanti, che vengono rappresentati e utilizzati.

Come adulti, al di là della fede, siamo in difficoltà a decidere, e come, parlare ai bambini di sofferenza, morte, dolore e... Vita e resurrezione.

 Eppure la Pasqua è la festa delle feste, è la più bella storia d'amore, è la festa dell'abbraccio.

Fino a 3 anni i bimbi, non comprendono il concetto di morte, ma vedono attorno a loro, smarrimento e confusione.

Dai 4 anni già nelle storie, nelle favole, la sofferenza, l'emozioni compaiono e attirano l'attenzione dei bambini.

Ancora oggi sento genitori o nonni che davanti a poca obbedienza, citano il lupo, come simbolo di male e paura.

I bambini ascoltano attentamente le storie e con i loro tempi, con le loro domande, capiscono e ..." crescono", imparano a confrontarsi e gestire le emozioni, sempre con l'adulto compagno di viaggio.

Utilizzando parole chiare, racconti lineari senza vocaboli difficili, anche la storia della sofferenza, la morte  di Gesù, il dolore dei suoi amici e sua madre, verrà pian piano compresa, attraverso quell'empatia che è indispensabile per capire e conoscere gli altri, conoscere così che oltre il NOI,  ci sono altri , con  emozioni , gioie e sofferenze. L'empatia porta a  crescere e superare fragilità emotive.

Ma tutto questo con L' ABBRACCIO  " sono con te, non ti lascio solo".

E così la Resurrezione sarà la scoperta di una festa, dove il bene vince sul male, dove l'amore fa la differenza su tutto.



venerdì 10 marzo 2023


 " Ma perché non hai i capelli ?" mi chiede Lia  di 4 anni. " Mi sono scivolati giù e sono diventati barba" rispondo " Davvero?"

Per i bambini, almeno fino a 5-6 anni, è difficile distinguere tra realtà e fantasia, non è chiaro come per gli adulti.
 Va tenuto presente che i bambini comprendono pian piano il significato e il senso di ciò che comunicano.
Spesso dicono la verità o sono convinti di raccontarla in modo preciso, e si sentono tristi quando non vengono creduti. Ma proprio perché non è chiara la distinzione di ciò che vedono , ciò che provano e ciò che desiderano, i racconti dei bambini possono comprendere qualcosa che non è successo o non raccontano tutto esattamente. Non possiamo chiamarle bugie  perché non c' ancora la consapevolezza di raccontare balle, " ma specchi in cui si riflette il loro pensiero magico con cui concepiscono la realtà"
Se poi un adulto di cui hanno molta fiducia li interroga" allora è successo così, è stato Giacomo , vero?" è chiaro che fidandosi, non lo contraddicono per corrispondere positivamente a chi hanno davanti
 Come sempre è importante la relazione tra adulto e bambino, adulto che deve coerentemente usare la sincerità  come stile di vita  per costruire un legame basato sulla  fiducia.

venerdì 17 febbraio 2023


 " Ti voglio bene" e Jennifer bacia la bambola, la imbocca con un cucchiaio  e la mette a letto, coprendola delicatamente con una piccola coperta.

L'imitazione, il racconto di ciò che si vive o che piace, è parte dei giochi dei bimbi nella fascia 1-5 anni.
Dalle imitazioni escono fuori e racconti, veri o immaginari dei bambini.
E' un modo per conoscere e scoprire emozioni e affettività.

Osservarli  fa capire e pensare a tante cose, sicuramente anche a cosa succede nella loro vita , in positivo e negativo. Sempre usando il criterio che è un racconto di un bimbo con tutta la sua fantasia e immaginazione.
Tra le cose osservate, più che sui bambini, sui genitori, ce ne sono due che mi fanno molto riflettere: il bacio in bocca per salutare un bimbo e il soprannome " amore mio o amore della mamma".
 Anch'io credo che fino a 2-3 anni, possa essere innocente e sano. 

Ma dopo va distinto l'affetto, dall'amore.

L'intimità nel  bacio tra la mamma e papà non è la stessa cosa dell'affetto con bacio sulla guancia al proprio figlio. Ricordiamoci che dai 5 anni circa il bimbo passa alla fase edipica e la relazione e i gesti cambiano di significato.
 Anche l'utilizzo della parola amore, parola abusata e ripetuta a pappagallo, rischia di perdere il proprio significato e contesto. L'importante invece è recuperare l'importanza del nome di battesimo, solitamente deciso dopo dibattiti, ricerche, compromessi. Chiamare in un momento di gioia o in un richiamo con il nome ha un significato diverso e rafforzativo di ciò che si vuole dire, lasciando da parte altri termini che possono disorientare i figli.

venerdì 27 gennaio 2023



 Mi colpisce subito Gianni, un bimbo che sta mangiando i maccheroni, ma sulle guance scendono come fiumiciattoli grandi lacrime.....mi avvicino al tavolo dove, insieme a lui  a pranzo ci sono altri 4 amici. Mi siedo, lui mi guarda e mi dice " VOGLIO MAMMA". 

Si potrebbe pensare alla normalità, se si è all'inizio dell'anno scolastico, se è un bimbo di tre anni, se ha litigato con qualcuno....niente di tutto questo.
Le maestre mi dicono che effettivamente che Gianni
, bambino solare, attivo , partecipativo, è da qualche settimana che improvvisamente, si intristisce fino a piangere.
Anche la mamma, alla richiesta di eventuali fatti o momenti accaduti a casa che possono aver turbato il bimbo, ribadisce che è tutto normale.

Sappiamo che anche il pianto è un linguaggio, da neonato per segnalare la fame o il pannolino sporco, dai 4-5 anni il pianto può essere segno di frustrazione, di tristezza  e ansia.
Spesso capita che nel tempo veniamo a sapere di separazioni di genitori, di liti pesanti in famiglia che si svolgono davanti ai bambini, di genitori che hanno perso il lavoro.
Sicuramente non è facile o possibile parlarne.
In queste situazioni però i bambini ne subiscono le conseguenze, si trovano in una situazione di incapacità a gestire emozioni e rabbia e paure.
La collaborazione e le informazioni passate alle educatrici e maestre possono davvero fare la differenza nell'aver cura di quel bambino...di Gianni, prestando attenzione ad atteggiamenti particolari, aiutando a "tirar fuori" il mondo interno che si porta dietro e con gesti di cura, fargli capire che non è solo nell'affrontare ..."il lupo" ,  e intervenire e arginare le conseguenze dannose il prima possibile.

mercoledì 4 gennaio 2023


I BAMBINI SONO DELLE SPUGNE, osservano, prendono esempio, imitano gli adulti di riferimento.
Nel dibattito continuo sull'accettazione e accoglimento del diverso, dobbiamo ricordarci di distinguere tra organizzazione e rispetto della dignità umana....e accoglienza  che è arricchimento, attraverso la scoperta di culture, tradizioni e atteggiamenti verso il mondo, diversi dalle nostre.
I bimbi amano stare con i coetanei e non badano alle diversità, alla provenienza, incuriositi dalle storie o abitudini diverse, apprezzando il valore dell'originalità e della singolarità.
Se al nido non percepiscono diversità, concentrandosi sulle cose che accomunano, all'infanzia la negoziazione e la convivenza nel e del gruppo è un obiettivo educativo, che gli insegnanti costruiscono lavorando sulle regole, gli spazi, i giochi comuni, e cercando di conoscere e condividere le emozioni di ciascuno.
Accogliere è dare fiducia, è dialogo, per diventare gruppo, comunità, abituando all'ascolto e disabituando al pregiudizio e giudizio,  ascoltando i diversi punti di vista senza sentenze.
Davanti alle domande dei bambini, l'educatore deve rispondere sinceramente, in modo tranquillo e rispettoso.
Ribadendo che tutti sono unici, a partire dall'aspetto, dai gusti, dai modi di fare, dagli interessi.



 

venerdì 23 dicembre 2022


"Ho gettato via la mia tazza quando  ho visto che un bambino  beveva al ruscello dalle proprie mani" Socrate

 La semplicità , anche in educazione, è purtroppo una caratteristica che spesso viene dimenticata.
Come adulti siamo alla ricerca di " riempire" di giochi , di attività , di libri.
Ma semplificare le routine dei bambini, vuole dire la possibilità di crescere più rilassati, tranquilli e produttivi.
Se osserviamo un bambino attorniato da tanti giochi, la sua attenzione e interesse è breve su tutti, con frenesia passa da uno all'altro, senza esplorare, capire, immaginare.
Molto spesso poi i giochi più semplici sono quelli a cui si dedicano di più.
Semplicità anche rispettando l'età senza adultizzare precocemente proponendo giochi o attività non adeguate all'età
Laura , una bimba di 5 anni , mi ha confidato, che le avevano regalato unghie finte molto lunghe con disegni di farfalle, e non vedeva l'ora di mettersele....anche se sapeva che poi non poteva fare molti giochi perché si staccavano o rompevano.
 Educare al bello è fondamentale, ma educare al bello nella semplicità , nella vita quotidiana, nelle persone che incontri, nelle cose che ti ritrovi in casa per inventare giochi, per costruire e rappresentare...un presepio...un albero di Natale, una stella... lo è ancor di più.

mercoledì 7 dicembre 2022




 " I bambini hanno bisogno di sporcarsi"

Eccessiva agitazione  dei genitori di una sezione d'infanzia, dove i bambini, sono usciti , perché nonostante sia dicembre, il sole illumina  e "riscalda" il giardino. I bambini, con tanto di stivali , giacca , hanno però "sguazzato" in alcune pozzanghere e toccato acqua e fango....chiaro, si sono sporcati.
 Certo l'igiene è importante, ma anche e soprattutto giocare, scoprire e imparare lo sono.
 Quando un bambino, scava , impasta acqua e terra....fa una frittata , o impasta la pizza, tutto ciò fa parte del suo percorso di apprendimento. 
 Come educatori, genitori, dobbiamo vigilare che nulla sia pericoloso, ma che si divertano, siano felici.
 I bambini di fatto sono degli esploratori e guardando e toccando scoprono il mondo, i sensi, i colori...arricchiscono la propria esperienza. Senza avere il terrore di essere sgridati, per cui giocare con il "freno a mano inserito".
 Ci sono studi che affermano che sporcarsi fa bene al sistema immunitario. Come i bambini che vivono in posti troppo igienizzati, non sviluppano completamente le difese naturali e si ammalano più spesso.
Ma senza passare da un eccesso all'altro, non è bene che i bimbi siano sempre sporchi e che possano fare tutto, ma lasciare spazio alla curiosità e alla scoperta aiuta a sperimentare e imparare.
 Ricordando anche che vivere all'aria aperta significa " giocare con la natura", e tra i giochi preferiti dai bambini, ci sono proprio quelli che la natura offre: stare in equilibrio su un tronco, scavare buchi , manipolare e impastare acqua e terra, giocare con le foglie.

venerdì 18 novembre 2022



Amare i nostri bambini non vuole dire annullare ogni tipo di frustrazione, o i lamenti, " le gnole" fanno parte di un meccanismo di comunicazione, per mettere alla prova l'adulto. Più siamo sicuri e tranquilli e affettuosi quando diciamo  NO ai figli, più lo comprenderanno.
Chiaramente ci vuole tempo e costanza.
Ricordo che l'adulto è in relazione con il bambino, con la capacità di ascoltare le emozioni e i bisogni, ma anche la capacità di rispondere adeguatamente.

Ma se voglio che i bambini siano felici, curiosi, Ottimisti, devo puntare ad esserlo prima io come educatore. L'esempio conta più delle parole.
Se voglio che i miei figli, i bambini che ho in sezione al nido, o all'infanzia, non siano pessimisti, lamentosi, brontoloni, devo partire da me.

Partendo dai messaggi sui social, dove la critica, l'osservazione, il lamento, sono costanti, contro i vicini, lo stato, il comune, la società sportiva , la Chiesa ....,quasi che chi scrive è perfetto e gli altri sbagliano, possimo comprendere che questo è ciò che i bambini vedono e sentono, anche troppo
Oggi più che mai i bambini hanno bisogno di esempi positivi e fiduciosi, ma anche responsabili e coerenti. Se faccio parte di un gruppo, le regole condivise, mi aiutano a rispettare tutti e tutto, compreso lo spazio, che sia sezione  o giardino o la città. 
Impegnarsi è faticoso, ma insieme è meglio, ci si incoraggia, si possono raggiungere traguardi ottimi, oppure ci si può aiutare per migliorare, "se non va bene una volta, ci riusciremo la prossima.".
La fatica e il sacrificio, da cui spesso i bambini vengono "protetti", non vanno demonizzati, ma vissuti come un modo di ottenere risultati desiderati nella propria vita.



 

lunedì 31 ottobre 2022



 
Davanti a genitori separati, davanti a rancori e "appunti" di tutto ciò che fa l'altro o l'altra, è davvero difficile chiedere di immedesimarsi nei figli, nel provare a capire cosa vedono, sentono, quali emozioni provano.
Da entrambe le parti ritengono di stare molto attenti a non turbare i bimbi, eppure ci sono disattenzioni o gesti e parole impulsive che lasciano il segno.
Una delle cose fondamentali che va evitata, è  parlare con altri, dei figli, a voce alta, per sottolineare difetti, difficoltà , capricci.
Si pensa spesso che i bimbi sotto i 3-4 anni non capiscano... invece assorbono tutto, l'ansia, le difficoltà e paure del genitore, la rabbia o la tristezza.
Un bambino anche di 1-2 anni, sente benissimo che c'è qualcosa che non funziona tra i genitori.
E allora va rassicurato che non c'entra nulla in quello che sta accadendo, e l'amore del babbo e della mamma, ci saranno sempre. Come?
Stabilire tempi e modi da condividere, che portino complicità e serenità, che sia gioco, lettura, una passeggiata,  SICURAMENTE senza cellulare, tutta dedicata a loro, anzi scelto con loro.
Attenzione a non cadere nel raccontare " errori" dell'altro genitore. Il bene del bimbo è al primo posto. Il massimo è mantenere un dialogo tra i due genitori.
Non cedere a ricatti e capricci, che dimostrano le difficoltà del figlio, perché voler bene è anche saper dire di no. Sapere dare riferimenti sicuri per la crescita. Coccolarlo, ma non comprarlo con giochi, cioccolate e merendine o utilizzo del cellulare.
I bambini lavorano molto di immaginazione, sta a noi il compito di rassicurarli, mettere un filtro, con comprensione, atteggiamenti affettuosi in modo che prima o poi possano esprimere i propri sentimenti ed essere ascoltati e capiti nelle loro paure.



venerdì 14 ottobre 2022



" Non si nasce con l'istinto della lettura come si nasce con quello di mangiare e bere"
Bisogna educare i bambini alla lettura -Gianni Rodari.

Non so se è dovuto al periodo che stiamo sorpassando, oppure alla velocità con cui cambiano le cose e non riusciamo più a gestirle nel modo giusto.
Ma seguendo i bimbi  da zero a sei anni, noto sempre di più come, l'utilizzo di smartphone da parte dei bimbi, è in aumento con la complicità dei genitori.
Quando si fa  la spesa, nel colloquio al nido o a scuola con l'educatrice, in attesa della visita del 
 medico, in auto nel tragitto per arrivare a casa, i bambini osservano, giocano, ipnotizzati dai colori, suoni e immagini dei cellulari.
Noto anche che sono aumentate le difficoltà di linguaggio e la necessità di sedute di logopedia, oppure  difficoltà nelle relazioni, nel gestire e condividere emozioni.
Eppure quando le educatrici o le maestre leggono al nido o all'infanzia, utilizzando la voce recitante, o esprimendo con il volto i sentimenti e l'emozioni, il silenzio tra i bimbi regna e dopo anche le osservazioni, le domande, le gioie e le paure davanti " ..al lupo".
Tutti gli studi riconoscono l'importanza della lettura, anzi della condivisione dei libri, per gli innumerevoli benefici quali il linguaggio, l'empatia, la relazione, l'apprendimento, la complicità , la condivisione di emozioni, il ragionamento critico.
Tutto ciò fin dalla nascita, scegliendo in modo adeguato all'età i libri, ascoltando gli interessi dei protagonisti, creando un angolo all'interno della casa, facendolo insieme o contemporaneamente ( quanto è importante l'imitazione in questa fascia di età), senza presentare il libro " come un'alternativa alla tv o al cellulare" Rodari.

































 










sabato 24 settembre 2022


 Entrando al Nido d'infanzia i bimbi entrano, per la prima volta, a far parte di una comunità, così come le loro famiglie.

Comunità con regole, con rapporti nuovi da costruire, con la condivisione degli spazi e dei giochi, condivisione del pasto e del  dormire.

Per i genitori è condivisione del percorso educativo di crescita del proprio figlio con le educatrici, le insegnanti, il coordinatore pedagogico o didattico.

Quante emozioni e opinioni e riflessioni vengono messe al centro.

 Quando è chiaro l'obiettivo e tutti viaggiano per lo stesso percorso, anche se con fatiche, cambiamenti di opinione, i bambini hanno davvero infiniti benefici.

Ma non sempre è così semplice, perché ognuno ha le proprie abitudini, le proprie regole di vita quotidiana, i propri principi.

Dunque il dialogo, l'ascolto, il confronto, nel rispetto dei propri ruoli, è basilare, per camminare insieme nello stesso progetto educativo.

Vigostskij, psicologo e pedagogista sovietico dei primi del '900, enfatizzava l'importanza dell'ambiente nello sviluppo emotivo dei bambini.

Sempre di più la pedagogia ha sottolineato che le interazioni e le relazioni che il bambino instaura fin dai primi mesi di vita, scoprire le regole del vivere insieme, risolvere i conflitti, la collaborazione vissuta nel gioco, sono fondamentali per uno sano sviluppo emotivo e cognitivo.



venerdì 2 settembre 2022


 " Vi chiedo che mia figlia, quando è a scuola, non si sporchi", " State attente a non farlo sudare", " La tuta? Ma lei non la vuole"
Ecco alcune osservazioni emerse in questo periodo, negli incontri con i genitori di bimbi che iniziano l'avventura la nido e alla scuola dell'infanzia .

Anche se insieme a tutte le famiglie, si condividono, obiettivi, metodologie, progetti, l'idea di bambino e di obiettivi, molto spesso, sono diversi tra genitori, educatrici, maestre, coordinatori, e non ci sono sempre punti d'incontro.
Sicuramente davanti a paure e ansie, la pazienza e il dialogo, senza giudizio da entrambe le parti, sono basilari.

Mi piace sottolineare, alcuni diritti che Gianfranco Zavalloni( dirigente, ideatore della "pedagogia della lumaca") espose in suo decalogo: il diritto di sporcarsi a giocare con sabbia, foglie, erba, pozzanghere..
Il diritto all'uso delle mani a piantare chiodi, ...incollare, plasmare creta..
Cerchiamo allora, superando fatiche e paure,  di " guardare il mondo con gli occhi dei bimbi e delle bimbe".

lunedì 25 luglio 2022


 

....Mina cantava" Parole , parole, parole..."
Capita di ascoltare genitori che parlano con i propri figli, per spiegare qualcosa, o richiamarli, o per  giocherellare con loro.
Possiamo trovare i due estremi: nonni o genitori che parlano utilizzando versi e suoni dei bimbi stessi ad esempio" guarda il bubu o il bau  bau"  chiaramente cambiando anche il timbro della voce .
Oppure si usano termini particolari  o costruzioni linguistiche complesse come mi è successo di sentire ultimamente.

In un rifugio in montagna, a lato del nostro tavolo,  una famiglia  pranza al tavolo con 2 bimbe di 1/2 anni e   l'altra di 3/4 anni.

Il Babbo : " Camilla CONNETTITI , incomincia a mangiare!"

Dopo poco ancora " Attenta Lucia, la posata è AGUZZA, può farti male".

Nella fase neonatale o prescolare, i bambini, hanno necessità di ascoltare, sentir parlare gli adulti, in modo semplice, non utilizzando vocaboli scorretti e inventati o troppo complicati o metafore, ma semplici, tanto da  associarli ad un oggetto, un azione. E soprattutto meglio usare il nostro normale timbro di voce pronunciando le parole in modo corretto. Ricordiamoci sempre che i bambini cercano di imitarci e il linguaggio non verbale è fondamentale: sguardi, toni di voce , mimica facciale.

Per stimolare il linguaggio è importante guardarsi in faccia, giocare comunicando, leggere storie, ripetendo i vocaboli, usando filastrocche, senza usare il "bambinese" , piuttosto sillabando e
facendo in modo che il bambino acquisisca , faccia suo il termine e di lì possa andare avanti, imparane altri. 

Inoltre fare in modo che il bambino chieda e non solo indichi cosa vuole, racconti con i suoi tempi , senza anticiparlo per fare più in fretta. 



martedì 28 giugno 2022

 


....quanti pensieri, quante domande o racconti ci sono negli occhi di un bambino. Paure o gioie, dubbi o ascolto infinito.

Quando sono davanti agli occhi di un bambino, cerco di capirne il suo linguaggio, che è molto più chiaro delle parole soprattutto fino ai 3-4 anni.

 Ci sono studi, teorie, che spiegano cosa guardare e come valutare gli sguardi dei bambini, quali emozioni carpire, ma alcune cose sono lampanti per chiunque guarda con attenzione e delicatezza.

" Luca raccontami cos'è successo, perché Paolo piange, è successo qualcosa che mi vuoi dire ?"

Silenzio e volto girato. " Dai...per favore, guardami in faccia. Mi dici perché Paolo piange è successo qualcosa?"

" Non mi faceva giocare con lui.... mi ha dato un pugno.."

" E' andata proprio così?"

Gli sto chiedendo di fidarsi e di affidarsi. Se ti da la mano si è già ad un buon punto della comunicazione e della relazione.

Entrare in ascolto, non distrattamente, non mentre facciamo altre cose. Guardare è un atto di delicatezza e di cura, in cui si sospende il giudizio e la morale, ma si la possibilità di mostrare la fragilità  e le paure, sapendo che si può guardare oltre, e i nostri occhi lo possono testimoniare.