" Mia figlia, Lucia, ha 2 anni, e sceglie lei cosa vuole fare, mangiare, o andare, io non la contraddico mai per non farla piangere".
Riflessioni,consigli,vita vissuta dei nostri bambini per aiutarli nel cammino di crescita.
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martedì 18 giugno 2024
" Mia figlia, Lucia, ha 2 anni, e sceglie lei cosa vuole fare, mangiare, o andare, io non la contraddico mai per non farla piangere".
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 24 maggio 2024
" Ma come ti vesti ?" .... titolo di una trasmissione che consigliava abiti per ogni ora del giorno e per ogni occasione.
Se da adulti, condivisibile o meno, l'abito è un modo per presentarci e comunicare chi siamo, per influenzare gli altri... per distinguerci...non è lo stesso per i bambini !
Frequentare il nido o la scuola dell'infanzia, andare al parco o fare una gita con la famiglia richiedono alcune semplici regole: comodità, autonomia, libertà .
COMODITA': si devono sentire a proprio agio, senza nessuna paura di sporcarsi, ed facilitati nei giochi e nelle attività...una delle cose più terribili è a fine giornata sentire genitori che si lamentano" mio figlia/o si è sporcato"
AUTONOMIA : un bambino , a scuola, deve essere indipendente. Non c' è subito mamma o nonni pronti ad esaudire ogni richiesta. Certo educatici e maestre sono presenti, ma con tutto il gruppo dei bambini. scarpe, giacche comode e facili da togliere e mettere. Pian pian imparano ..anche ad allacciare scarpe e abbonare il grembiulino, ma all'inizio meglio una zip e scarpe senza stringhe.
LIBERTA' : Si ..anche di decidere se si ha caldo o freddo...per cui essere vestiti a cipolla. Solitamente la paura che si agghiaccino fa si che i bambini siano esageratamente coperti, anche all'interno, sudando facilmente. " ma mamma ha detto che devo tenere la giacca..."
Ricordiamoci che un bambino è contento delle sue conquiste , anche di svestirsi o vestirsi da solo, sono gratificazioni che fanno parte del processo di autonomia
“Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuole dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri.”(P. Crepet)
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
giovedì 9 maggio 2024
Enzo Biagi a proposito di MAMME, ha scritto " Le verità che contano, i grandi principi, alla fine restano sempre due o tre. Sono quelle che ti ha insegnato tua madre da bambino"
Quante mamme ho conosciuto lungo il mio percorso lavorativo.
Di ogni incontro ricordo qualcosa, dopo ogni incontro ho memorizzato e scoperto atteggiamenti, gesti che mi hanno aiutato a crescere come educatore, insegnante, coordinatore.
Non scordo, alla scuola dell'infanzia, quando trovammo una mamma stesa sul pavimento, che cercava di guardare attraverso la porta a vetri della sezione, come stava e cosa faceva suo figlio. DARE FIDUCIA .
Alcune mamme, per aiutarci nella progettazione che riguardava i continenti e le culture diverse dalla nostra, si presentarono vestite da indiane e spiegarono il significato dei loro costumi. Oppure le mamme nigeriane in costume tradizionale del loro paese con un piatto tipico da far assaggiare ai bambini. COLLABORAZIONE ED ENTUSIASMO
A volte l'amore per il figlio si trasforma in travolgente energia, come quando una mamma per il compleanno del figlio, si presenta a scuola con 50 palloncini argentati , festoni e vassoi di dolci per far festa. ENERGIA E CONDIVISIONE
E ancora l'organizzazione di due mamme, per andare con tutte le famiglie della stessa sezione di nido, al mare, in una domenica di maggio. Orari dei treni, trasporto per arrivare alla stazione per chi non aveva altre possibilità, pranzo al sacco. FARE COMUNITA'
C'era mamma Adel che ogni giorno, per portare la bimba al nido, impiegava a piedi con il passeggino, 30 minuti ad andare e 30 a tornare. Ed ecco un'altra mamma che si offre concordando i tempi per passarla a prenderle in auto. CONDIVISIONE
Ricordo anche l'uscita di una sezione materna, alla fattoria di una mamma. Giro sul carro trainato dal trattore in mezzo ai campi, raccolta dell'uva e pigiatura, mungitura della mucca per scoprire da dove viene il latte e ... la mamma sempre con il sorriso , gioiva con tutti i bambini. CORRESPONSABILITA'.
E' proprio vero " Una buona mamma vale 100 maestri" Palmer G.H.
AUGURI MAMME
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 12 aprile 2024
Già verso i due anni, i bambini sono già nel cammino della formazione della loro personalità che favorisce l'autostima e la fiducia in se stessi, sviluppa atteggiamenti e convinzioni.
Nonostante la guida dell'adulto sia fondamentale in questo processo di crescita, lo è ancora di più quando lascia spazio e tempo alle scelte e agli errori del bambino.
Costruire torri, scarabocchiare, fare buche in giardino, voler fare da soli a tavola o in bagno, svuotare o riempire contenitori, fa parte di questo percorso di crescita che tiene conto anche dell'imitazione, del far finta.
Costruire un ambiente con stimoli e rinforzi positivi, senza l'ansia del giudizio, aiuta a mettersi in gioco e imparare dagli sbagli. Ma soprattutto facilitare e incoraggiare a scoprire i propri talenti, quali sono le passioni che mettono a proprio agio, quelle attività in cui si sente libero di poter esprimere le proprie emozioni e capacità, sono il compito dell'adulto per far crescere nel percorso di identificazione e personalità.
Un'altra considerazione è non forzare a tutti i costi i bambini nel prodigarsi per completare un lavoretto o una nuova esperienza soprattutto quando si nota il disagio.
Piuttosto incoraggiare e sostenere davanti a difficoltà, perché i bambini possano imparare e scoprire quella capacità che è la resilienza.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 22 marzo 2024
Sommersi dal lavoro, dai problemi della coppia, dalla gestione e organizzazione della famiglia, spesso le cronache dei giornali e social, e perché no, testi di canzoni, ci presentano adolescenti e ragazzi, allo sbando, in crisi.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 1 marzo 2024
Quando pensiamo "che ci vediamo giusto", che " è così e basta", diventa difficile l'ASCOLTO di altre opinioni o punti di vista diversi.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
giovedì 8 febbraio 2024
Sembrano mondi lontanissimi, ma far incontrare bimbi e anziani, diventa una ricchezza per entrambi.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 19 gennaio 2024
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 29 dicembre 2023
Si valutano aspetti positivi, aspetti critici da migliorare. Si prova a tracciare un sentiero per il futuro, portandosi dietro il bello di ciò che è stato vissuto e soluzioni per superare le problematicità-
D'altronde a cosa serve, a scuola, la verifica, temuta e odiata?
Anche con i bimbi zerosei, dopo un'attività o un gioco, si tenta di raccontare com'è andata, come migliorare.
" Maestra ma lui non ha rispettato le regole del gioco" , " Mi sono divertita tantissimo". " Lo rifacciamo?"
E' necessario fermarsi e riflettere insieme, così si fa in un piccolo o grande gruppo, in una comunità, in una coppia o in una famiglia o soli.
Da ogni esperienza si può crescere, dopo ogni esperienza escono inventiva, dialogo, e voglia di "farlo meglio" per stare bene...tutti.
I bambini piccoli lo dimostrano sempre e ci provano ricordando bene che cosa si è deciso insieme.
E se si risbaglia, o si cade c'è sempre qualcuno che chiede scusa o mi dispiace.
L'importante è riprovarci...INSIEME
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
sabato 9 dicembre 2023
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
mercoledì 15 novembre 2023
" Passo dopo passo ho seguito un orso, sfiorato un vecchio elefante, vicino all'acqua, mi sono sentito osservato...dei rumori strani, dei gorgoglii...una bestia affamata?
Stamattina, ho visto apparire un canguro, una giraffa, un coccodrillo.. ho chiuso gli occhi e ho ascoltato.."
( da Passi da gigante di Anais Lambert)
Storia di un bambino che immagina, fantastica, guarda, ascolta nel suo giardino, una giornata d'inverno.
I bambini sono acuti osservatori e creatori di storie, di situazioni misteriose o divertenti.
La natura, gli alberi, le foglie cadute, bacchetti, terra, ragni o lombrichi, vengono prima scoperti poi utilizzati come giochi, o come " strumenti per contare, raccontare, inventare.
Eppure ... ieri mentre stavo attendendo al semaforo, passano, sulle strisce pedonali, 2 mamme con i propri figli di circa 2anni, nei passeggini. Entrambi avevano in mano un cellulare e ed entrambi erano ipnotizzati e immobili.
Tante cose mi vengono in mente: " i bambini sono gli adulti di domani" scriveva B.Munari. Ma che adulti saranno.
Intanto i pediatri stanno osservando che l'esposizione dei bambini a tv, cellulari , smartphone, portano a disturbi comportamentali, di apprendimento e ritardo nel linguaggio. Per non parlare di disturbi della vista e del sonno.
Mai come ora, soprattutto nella fascia 1-5 anni , c' è bisogno di vita all'aria aperta, di ritagliarsi momenti insieme senza che il cellulare disturbi l'attività, un gioco, una passeggiata, un racconto.
Imparare ad avere una relazione con i nostri bambini, è importante fin da subito. Relazione fatta di frasi e dialoghi, di scoperte e osservazioni, di giochi e attività condivise.
Ricordiamo che i bambini imparano imitando....ma chi hanno accanto?
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
lunedì 23 ottobre 2023
E' un attimo; tutti sul tappetone, dopo una lettura, improvvisamente Luca si gira e morde Anna sulla guancia.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 29 settembre 2023
IMPARIAMO A FARE GLI ADULTI !!
Come fanno i bambini a crescere con la consapevolezza di ciò che si può fare o no, come relazionarsi con gli altri, come impegnarsi per apprendere, per scoprire e capire....se gli adulti che li "accompagnano" si sottomettono a qualsiasi richiesta, scordandosi della responsabilità e autorevolezza di educatori ?
Spesso si confonde" lasciamoli fare, inventare, scoprire e agire" con " faccio decidere tutto a loro, non do limiti e regole" anche a bimbi di 1 o 2 anni.
" Stamattina, mia figlia ( 2 anni), mi ha chiesto, per colazione e io ho preparato, i maccheroni con olio. "
Un ambiente autorevole è quando ci sono adulti maturi, equilibrati, responsabili, consapevoli dei diritti e doveri, diventando guide efficaci e solide.
Chiaramente rispettando sensibilità e interessi dei bambini, sanno guidarli verso la maturità e l'autonomia, con attenzione e serenità, e con fiducia nelle loro potenzialità e capacità.
L'educatore autorevole, sa che un bambino ha bisogno di limiti e regole ben definite, per poter fare scelte con chiarezza, ciò che è possibile e non, ciò che è giusto e non giusto.
Come adulti dobbiamo essere modelli da seguire, concedendo, nelle relazione , tempo ai nostri figli o alunni, e meno per costruire relazioni sui social, ricordandoci qual è il nostro ruolo.
Davvero ...L'esempio vale più di mille parole.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
giovedì 7 settembre 2023
Attirare l'attenzione utilizzando davvero 100 modalità diverse. Tutti abbiamo esperienza di bimbi che con capricci, urla, lanci di oggetti, fughe cercano il nostro sguardo, la nostra parola, un gesto d'affetto.
D'altronde già da neonati la necessità di attenzione è un esigenza naturale di ogni essere umano.
Esistiamo, se pensati, guardati, toccati...
La paura di essere abbandonati è sempre in agguato.
Ma la soluzione non è quella di ignorarli. come persone, ma ignorare gli atteggiamenti. Spesso confondiamo bambini e atteggiamenti, etichettandoli purtroppo con soprannomi che rimangono la caratteristica di presentazione del bambino
Ignorarli a volte è una forma di difesa dell'adulto stesso.
Mi viene in mente quanti bimbi all'uscita dal nido o dalla scuola dell'infanzia, incominciano a urlare e a richiamare l'attenzione dei genitori, che si sono messi a dialogare per diversi minuti con le educatrici, non accorgendosi che il figlio non vedeva l'ora di vederli...e l'attenzione non è per lui.
La relazione e l'ascolto sono in questo momento indispensabili, un ascolto reale....non guardo il telefono mentre mi parla... i bambini lo percepiscono subito.
Poi ci sono i rinforzi positivi, di cui siamo spesso avari di ammissioni , che producono autostima.
Non è che un bimbo è felice di urlare e fare capricci, anzi sta male . Aiutiamolo a tornare "importante", "utile", con un compito vissuto insieme, tanto da condurlo in una strada diversa dal capriccio.
Passato poi il momento, in una pausa di tranquillità, lontano dall'accaduto, è importante rivedere, con calma, l'accaduto, cercando di far emergere i sentimenti di entrambi e di pensare qual è la soluzione migliore per altri momenti, rinsaldando il legame affettivo e relazionale.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
sabato 12 agosto 2023
Montagna...Vacanze...Riposo...Rilassamento...Serenità...Ci incamminiamo per una mulattiera che porta a un lago a 2000 metri, mulattiera, dice la guida, con un percorso della durata di 45 minuti-1 ora anche con bambini.
E così è.... famiglie, bambini appena nati, di 5-6 anni...di tutte l'età...anzi persone di tutte le età, con cani di ogni tipo.
Il percorso in mezzo al bosco è splendido, la vista impagabile.
Man mano si alternano momenti di piana a piccole salite, quasi sempre ombreggiate.
Incontriamo famiglie di varie nazionalità, più scattanti e più affaticate.
Ma quello che mi colpisce, oltre al luogo, è la modalità dei genitori di vivere questa esperienza con i figli.
Ci sono nonni o babbi caricati di passeggino e mamme con bimbi in braccio, altri che spingono a fatica il passeggino con 2 bimbi.
Ad un certo punto, dietro di noi, sento grida e urla di una bimba, con la mamma che le chiede di non piangere. Ci superano e poi si fermano a lato. La mamma" Anna hai mangiato 2 biscotti 5 minuti fa, puoi resistere prima di mangiarne altri, almeno 5 minuti?" Le urla e i capricci rimbombano nella vallata.
Davanti ad un salita, per noi, vediamo scendere all'incontrario e correre un bimbo di 5-6 anni con un bastone in mano. In quel momento il sentiero è pieno di sassi e la discesa, per lui, ripida.
Da dietro i genitori urlano " Marco fermati, ti fai male", 1 volta, 2 volte, alla terza la potenza dell'ordine è così forte, che tutti ci fermiamo...e pure Marco. La mamma arriva di corsa, lo prende per un braccio. Il bimbo la guarda e le dice" Ho detto che ti devi togliere dalla mia vista". Rimango stupito dalla formulazione della frase e dalla rabbia e mi aspetto, dalla madre, qualcosa che non arriva, anzi " Caro, mi tolgo dalla tua vista, ma non correre in discesa".
Al ritorno dopo aver scoperto un lago magnifico, una famiglia ci supera, il babbo ha nello zainetto sulle spalle, un bimbo piccolino, e per mano le due sorelline. Insieme ridono e scherzano insieme alla mamma. " Sento delle cornacchie...sono versi di cornacchie, ma possono davvero esserci delle cornacchie in questo posto?" e tutti a provare a fare versi di ogni tipo... poi riprovano altri animali. Si fermano a guardare i monti attorno a loro e insieme ripartono cantando.
Davvero...vacanze insieme... di serenità!
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
lunedì 24 luglio 2023
BASTA LAMENTARSI.... mi verrebbe da sottolineare in questo periodo storico.
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 30 giugno 2023
"DA SOLI CI SI PERDE, INSIEME SI VA LONTANO" Andrea Canevaro pedagogista italiano scomparso l'anno scorso,.
In questi giorni di fine anno educativo e scolastico, nella fascia 0-6 anni, molto spesso nella verifica degli obiettivi, nell' esaminare la "fotografia " del gruppo dei bambini e di ogni bambino, le educatrici riportano come molto spesso i bambini che hanno difficoltà, o hanno diagnosi, sono ben voluti da tutti , le attenzioni sono tante, così come la voglia di riprovarci se un'esperienza è stata non proprio positiva.
Senza troppi ragionamenti si accettano tutti, condividono, litigano, si abbracciano, ridono o piangono.
Vivono il gruppo come un grande piatto, dove tutto è possibile assaggiare, ma tutto è diverso, nei colori, sapori, quantità, spessore. Insieme è buono , bello e gustoso
L'inclusività è anche questo, è conoscersi, apprezzarsi è"...la capacità di cogliere l'inaspettato è un occasione fondamentale da non perdere. Ci può restituire solo cose belle". A. Canevaro
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 9 giugno 2023
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
mercoledì 24 maggio 2023
"... vorrei mettermi a vendere sai che cosa? La speranza"
Quasi tutti i bimbi sono presenti, accompagnati dai genitori e accolti da educatrici e maestre con la convinzione che stare insieme, condividere, ricominciare è necessario per ripartire.
In questo periodo cosa hanno visto gli occhi di questi bambini, quante emozioni si sono sovrapposte, condizionati anche dalle espressioni degli adulti. Come aiutarli.
Intanto ascoltarli, senza pressioni. A scuola il " circle time", il luogo dove i bimbi, in cerchio ogni mattina ascoltano, comunicano, organizzano, diventa fondamentale. I bimbi ci tengono a raccontare la loro esperienza, attraverso un fatto, un ricordo, un immagine. Da lì possono partire anche racconti di emozioni, paure, domande.
Attenti a non dare false speranze, ma proporre soluzioni raggiungibili, condivisibili , perché possano continuare ad aver fiducia in noi, e soprattutto soluzioni o ipotesi chiare senza troppi giri di parole.
Giocare, disegnare sono modi per comunicare, per esprimere ciò che si prova.
Mantenere e rendere costanti le routine, le abitudini che danno sicurezza, a casa e a scuola. Incentivando il mangiare insieme, possibilmente senza tv e soprattutto senza le immagini che fanno il resoconto continui di disastri e contestazioni. E anche senza cellulare.
Ma quando c'è il tempo, anche poco, esserci, abbracciarsi, perché sappiano e comprendano che siamo vicini a loro, sempre!
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.
venerdì 21 aprile 2023
sono laureato in pedagogia dal 1990.
Sono stato educatore, insegnante, attualmente coordinatore pedagogico nidi e scuola dell'infanzia.
Sposato con due figli.



















