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giovedì 3 luglio 2025

Museo internazionale delle ceramiche Faenza>

INDIFESI, fin dal grembo materno, poi dalla nascita su questa terra, i bambini sono vulnerabili, privi di mezzi di difesa e di prevenzione dei pericoli.
Un bambino è vita, emozioni, pensieri, sensi e per lui sono stati fissati  dei diritti ( convenzione ONU ) per dare a TUTTI le stesse possibilità e condizioni al di là della razza, dell' età, della religione o stato:
-diritto alla vita e a crescere in una famiglia
-diritto alla salute e al benessere psicofisico
-diritto all'istruzione
- diritto al gioco
-diritto alla libertà di espressione
-diritto alla protezioneda ogni forma di abuso e sfruttamento
- diritto a una nazionalità
-diritto all'uguaglianza
-diritto a non lavorare
-diritto ad avere una casa

Se ne parla troppo poco.....
INDIFESI eppure vivi, hanno necessità di un ambiente accogliente , di pazienza, di regole e affetto, per aiutarli a crescere  sicuri di sè e capaci di affrontare la vita

giovedì 19 giugno 2025


  Due giardini, uno con bambini dell'infanzia l'altro con bambini del nido. Una semplice siepe che divide, ma dove ci sono piccoli gradini  per salire e per guardare al di là, per comunicare, e stringersi le mani. 

Spontaneamente i bambini si includono tutti, non ci sono particolarità fisiche o di lingua che dividono.
Può dividere, per un momento, il litigio per un giocattolo, per una spinta....ma poi si ricomincia a correre, a partecipare alla vita del gruppo.
 I bambini al nido non percepiscono diversità , ma cercano più le cose che accomunano che rendono complici. In questa fase l'inclusione riguarda"l'altra/o" con cui interagire. Molti bimbi hanno vissuto più o meno un periodo con la mamma o con i nonni, "scoprendo" gli altri bambini al parco, o quando ci sono amici. 
Vivere giornate intere e intense con altri, relazionarsi, condividere spazi, giochi e momenti, quelli sono davvero momenti di inclusione.
Poi dai 3 ai 6 anni, all'infanzia il rispetto delle regole di convivenza con gli altri bambini, oltre a spazi , attività e laboratori, routine, diventano motivo di scoperta delle proprie e altrui emozioni, da riconoscere e condividere, scoprendo che a volte sono totalmente diverse o uguali.
Ogni bambino deve  aver la possibilità di poter partecipare ad un percorso educativo di relazioni, acquisizioni di competenze, dove possa sentirsi accettato e stimolato nel suo cammino di crescita.
 In questo percorso è importante supportarli con la condivisione di emozioni, positive e negative.
Fare qualcosa insieme per gli altri bambini, ad esempio donare giochi, o invitare bimbi a casa, anche quelli in difficoltà, per giocare con loro e imparare a vicenda. I bambini imparano molto dagli altri bambini, un esempio è l'esperienza delle sezioni eterogenee, dove i piccoli ascoltano e sono attratti deai bimbi più grandi, cha a loro volta vogliono poter tramettere competenze, condividendo le loro capacità.
 Ecco allora anche il lavoro e il gioco di gruppo.
" I care" diceva don Milani, " mi prendo cura di te", chiunque tu sia.

lunedì 2 giugno 2025

 Castello di Brisighella (Ra)


...super eroi, magie e grandi poteri, cavalieri e fate, boschi e castelli..
La fantasia aiuta i bambini a scoprire il mondo attraverso creatività e immaginazione. 
Creare storie anche in gruppo, aiuta a relazionarsi, cercare e trovare soluzioni fa crescere nel ragionamento e nella flessibilità mentale, provare e conoscere emozioni allena  poi  a viverle nella realtà,  sapendo come gestirle.
Il ruolo dell'adulto è  quello di favorire e non contrastare la fantasia, intanto concedendo tempo per il gioco libero.
L'ambiente può aiutare, con materiale di recupero, scatoloni e scatole, stoffa e carta di giornale.
Sicuramente letture di storie e favole che aprono mondi infiniti, con le immagini che aiutano nel percorso, oppure inventarne insieme. 
In questa società dominata sempre più  dalla tecnologica e l' informatica, educare alla fantasia vuole dire, oltre all'acquisioni di competenze, condurre  e preservare i bambini nella scoperta di  un  mondo di avventure e di sorprese.


venerdì 16 maggio 2025

Fin dalla nascita  di un  bimbo, i sensi sono sviluppati in modo diverso, e sono cruciali nello sviluppo di apprendimento, emozionale e relazionale.
In questo periodo i bambini sono molto sensibili agli stimoli dell'ambiente circostante e delle relazioni quotidiane. Questi "periodi sensitivi" li rendono predisposti ad apprendere e a sviluppare diverse capacità. Il bambino, infatti raccoglie e acquisisce informazioni da ciò che lo circonda, le seleziona e le organizza. 
Ogni esperienza è importante.
Il tatto è il senso sviluppato, nella pancia della mamma, prima della 10° settimana. Per ultimo l'udito
Il gioco sensoriale è fondamentale. 
Toccare e giocare con materiali diversi, con liquidi e solidi, ascoltare musica o canzoni, o giocare con sonagli, giocare e guardare libri diversi tattili e non. Odorare vari profumi...più il bambino entra in contatto ed  esplora l'ambiente più efficace e fondamentale sarà lo sviluppo della mente.
Con i giochi sensoriali vi è  anche lo sviluppo delle capacità motorie e del linguaggio.
Chiaramente sta all'adulto decidere quante  proposte e   quali, in base all'interesse e alla curiosità del bambino....l'importante è la fantasia e la serenità.

lunedì 28 aprile 2025




Fin dalla nascita, le mani, sono per l'uomo, strumenti di conoscenza e crescita .
 Nella fascia zerosei, l'esplorazione del mondo è principalmente sensoriale.
 L'ampliarsi poi del campo visivo da possibilità di un campo esplorativo ancora maggiore e stimolante.
I bimbi fanno esperienza di tutto: cassetti e sportelli da aprire, oggetti da toccare e utlizzare, produzione di rumori e suoni da ascoltare e scoprire.
E' compito dell'adulto accompagnare e facilitare la scoperta delle cose fornendo esperienze nuove, che chiaramente il bambino ripeterà per la curiosità e stupore, la sicurezza di ripetere l'esperienza.
Spesso però forniamo al bambino "di più ", pensando al meglio, mettendoli in confusione.
Ovvero...
Abbondanza di giochi colorati, super moderni, accessoriati e soprattutto...tanti.
Ma i bambini stimolano la curiosità e l'apprendimento con le cose più semplici, che li aiutano a inventare, creare, fantasticare, imitare.
 Le nostre case sono piene di materiale di gioco: cartoni, scatole, sacchetti, mollette, bacinelle, imbuti.libri, vestiti.
Ma ancora di più all'aperto, dove la natura è fonte di ispirazione e troviamo oltre i colori, "giochi" da scoprire e pieni di fantasia, forma e peso: pensiamo alle pigne, i sassi, le foglie, i legnetti, e i fiori come i "soffioni.
Ricordiamoci allora che la libertà creativa  e crescita che offrono gli oggetti di legno, stoffa, metallo ,carta, vetro, oltre a percorsi di maturazione del pensiero, non sono paragonabili ai giochi di plastica pensati e studiati dagli adulti nei minimi dettagli, e che non lasciano spazio alla fantasia e creatività



giovedì 3 aprile 2025





...quante volte succede, di dover contare fino a 10, o di chiudere la porta e rimanere un pò da  soli perchè infastiditi, stressati o stanchi.
Anche i bambini ne hanno necessità, a volte cercano momenti di intimità per rimanere da soli.
Li troviamo nascosti dietro un divano, o accovacciati in un angolo della casa alla ricerca di evadere dalla vita di tutti i giorni, dalle relazioni di gioco.

Verso i 2-3 anni il bambino incomincia a "ricercare se stesso", scopre di essere un individuo, che può fare scelte, può dire no, può arrabbiarsi per qualcosa che non gli sta bene....cerca di affermarsi come persona, mette alla prova chi ha vicino. Ogni bambina/o ha bisogno di prendersi un pò di tempo e spazio per ricaricarsi, lontano dallo sguardo dell'adulto. Un luogo appartato dove ritrovare energia e ritrovare e capire le proprie emozioni e desideri.



 Ecco la tana, di solito un luogo appartato dove è possibile sfogliare un libro, stare con il proprio peluche o super eroe preferito, o guardare fuori cosa succede.

Uno spazio che può essere una scatolone, una casina, un mobile, oppure sotto il letto. Un luogo dove avere una riservatezza, una seconda pelle, ma che sia "visibile" da un adulto.
A volte la tana diventa anche il luogo per relazioni con gli amici preferiti...ma non tutti.
Il poter ricreare uno spazio, permette al bambino/a di sentirsi realizzati e apprezzarsi per le proprie capacità . E' un processo di autostima e contribuisce ad avere più fiducia in sè.
L'adulto deve favorire queso luogo "fantastico", fornendo materiale, favorirne la preparazione e l'organizzazione, valorizzare idee e favorendo l'autonomia e l'indipendenza.

venerdì 21 marzo 2025



Io penso che, se alla nascita di un bambino una madre potesse chiedere ad una fata di dotarlo del dono più utile, quel dono sarebbe la curiosità.
(Eleanor Anna Roosevelt)

Possiamo sicuramente confermare che la curiosità è innata, ma può essere stimolata.

Curiosità unita all'apprendimento può stimolare una maggiore propensione "all'imparare".

Andando alla ricerca del termine curioso, scopriamo che sarebbe "colui che si cura, che è sollecito nell'investigare".Sicuramente un ambiente appropriato, un contesto sereno, che garantisce il benessere emotivo, è il terreno giusto per apprendere volentieri.

Un bambino è sempre alla ricerca e scoperta di ciò che lo circonda, toccare, osservare, scoprire come funzionano le cose, o come sono fatte, da dove provengono. Hanno il desiderio innato di imparare.

Un adulto, per quanto è possibile, deve rispondere alle domande senza minimizzare, stimolando immaginazione e ragionamento, formulando insieme delle  ipotesi. A volte può essere utile rispondere alle loro domande, con un'altra domanda, per stimolare il ragionamento. Fondamentale è il rinforzo, l'approvazione quando pongono domande, senza deridere i loro dubbi, ma cercando insieme le risposte.

Non deve mancare  la lettura, diversi temi di lettura, per trovare quella più in sintonia con i propri interessi e curiosità. Ma anche visite ed esplorazioni, con passeggiate nella natura, visita a musei, zoo, planetari




venerdì 28 febbraio 2025




" il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare" e il verbo"sognare"- Daniel Pennac
Anche in questo momento storico, pieno di cambiamenti ed evoluzioni continue, il metodo dell'educatore non cambia: pazientare, attendere, motivare. Osservare i processi di crescita dei bambini monitorando i tempi, senza fretta, senza l'ossesione di obiettivi  e standard rigidi da raggiungere.
Quando si parla di lettura e scrittura ci si chiede spesso qual è l'età giusta per iniziare, se alla scuola dell'infanzia o alla primaria.
Gli studi dimostrano, ad oggi, che i bambini precocemente alfabetizzati, non hanno alcun tipo di vantaggio. 
Certamente ci sono bimbe/i che a 4/ 5 anni che manifestano curiosità verso le lettere e l'alfabeto.
Non è  certo sbagliato un percorso adatto per riconoscere le lettere unirle e scrivere il proprio nome. Altri non sono per niente interessati. Rispettare il tempo di tutti è necessario e fondamentale, ricordando che i meccanismi della lettura e scrittura si comprendono dai 5 -6 anni.L' importante è  che l'adulto, osservatore attento, solleciti  l'interesse con un approccio ludico, senza dimostrarsi esageratamente esigente, salvaguardando i tempi e gli obiettivi della scuola dell'infanzia che hanno lo scopo di capire e scoprire bisogni, emozioni e sentimenti, le relazioni attraverso il gioco, la vita di gruppo e l'autonomia. 


 

giovedì 6 febbraio 2025


 " dai adesso fate la pace, abbracciatevi..." frase classica dopo che due bimbi hanno litigato, per un gioco, un materiale...
Oggi più di ieri, come adulti, abbiamo il compito e la responsabilità di essere educatori di pace.
Fare la pace, chiedere scusa, non è solo un azione, ma è un processo in cui"fare la pace" è il punto di arrivo, soprattutto quando un bimbo è addolorato, spaventato e arrabbiato.
 E' chiaro che l'adulto che interviene, si fermi un momento per evidenziare insieme ai bambini, cosa è successo, per comprendere l'accaduto, e trovare una soluzione.
I bambini si accorgono se un adulto presta attenzione alle loro emozioni, sentimenti, in questo caso alla rabbia o al dolore, ed è pronto ad ascoltare i diversi punti di vista e trovare insieme un modo per non litigare.
A quel punto, ritrovata la calma, le scuse hanno un valore, diventano spontanee. Fatte con un sorriso, un abbraccio, un bacio, ma con la voglia di tornare a giocare...insieme, o anche separati, ma tranquilli.
Fare la pace significa..." andare avanti" e diventa occasione di crescita, comprensione. Ma anche un ripartire con la relazione.
 Come sempre l'adulto deve dare l'esempio, chiedendo scusa quando si esagera con la voce o quando si è  compiuto un torto o  aver preferito il cellulare  o la tv, al tempo da condividere  con i figli, oppure ad ascoltare senza interrompere o  utilizzare parole gentili come grazie, prego, per favore, scusa.
 Con i bambini è importante affrontare anche il tema della guerra, cos'è, perchè, come reagire e sicuramente i libri, i racconti ci aiutano in questa riflessione, per trovare anche modalità da utilizzare nella vita di tutti i giorni.
Sicuramente i bambini vanno protetti da immagini troppo violente o cruente, non avendo strumenti adatti cognitivi ed emozionali per comprenderli... per cui importante è provare " a mettersi nei panni dei bambini".


venerdì 17 gennaio 2025




 In questi ultimi tempi, sempre più ci troviamo a contatto con coppie di genitori giovani, che si separano con bimbi che hanno appena 1-2 anni,  che sono contesi e che diventano " strumento" di litigio e di "ripicca".
A volte ce ne accorgiamo direttamente dai bambini, per modalità insolite di relazionarsi con gli altri bambini, con gli oggetti, giochi o libri, con maggiore nervosismo.
Dolore, senso di tristezza o  colpa, rabbia, paura, sono emozioni che, in base all'età, trapelano o vivono i bambini al momento dell'informazione ricevuta dai genitori o dal nuovo tipo di vita che "subiscono".
Al di là dei contrasti è molto importante che i genitori gestiscano in modo equilibrato e collaborativo il rapporto con i bambini.
Difficile, ma per un figlio improvvisamente vengono a mancare i punti di riferimento, i modelli di crescita. Non solo; spesso i bambini assistono a litigi, offese, urla o silenzi venendo esposto a carichi emotivi pesanti da coloro che dovrebbero proteggerli.
 Ma con i bambini piccoli, se la separazione è affrontata bene, può essere non traumatica. Vanno rispettate alcune esigenze fondamentali dei bambini.

Un primo aspetto è che  vanno informati, ne hanno diritto, utilizzando parole adatte alla loro comprensione.
Così come le visite separate, in particolare al papà. Se molto piccolo, il distacco dalla mamma deve essere graduale, stando attenti che non venga vissuto come un abbandono. Ci deve essere sempre una forte collaborazione tra i genitori per mantenere un atteggiamento affettivo e rassicurante , anche nell'addormentamento.
L'osservazione, da parte degli adulti, di questi momenti , delle reazioni dei piccoli protagonisti, ci possono aiutare a comprendere e a modificare alcuni atteggiamenti, oppure chiedere aiuto o consigli anche in consulenza.

giovedì 12 dicembre 2024


" C'era una volta ..." 
Perchè leggere le favole...
Intanto leggere e provare il piacere della lettura insieme. Infatti le ricerche ci dicono che chi ha avuto il piacere di ascoltare storie e racconti, una volta diventato grande, è diventato un assiduo lettore. 
Pensando poi alle favole, alle storie più o meno conosciute, il bambino, identificandosi con i personaggi, scopre la sua interiorità, o entra nell'universo delle sue emozioni . 
Inoltre scopre il vasto mondo delle relazioni, le positività e complessità .
Immedesimandosi con i personaggi, i bambini, entrano in relazione  e provano ad affrontare le proprie paure, le gioie, la rabbia,  e  sperimentano situazioni di speranza.
 L'immaginazione trova il suo spazio, così come il pensiero critico, e il bambino ha la possibilità di trovare soluzioni, anche diverse dai protagonisti della storia, dei problemi e delle difficoltà. Ricordiamo che, come diceva lo scrittore Chersterton:" Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perchè i bambini lo sanno. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti ".
Infine le favole sono modi di condividere e scoprire valori come l'amiciazia, il rispetto,l'onestà, la generosità....imparando, in modo semplice, che da le azioni portano conseguenze ben precise.




 

mercoledì 20 novembre 2024


 Proteggere un bambino significa ESSERE PRESENTE in ogni circostanza, sostenendo, dimostrando affetto, aiuto nel gestire l'emozioni.

Ma iperprotezione, ansia e preoccupazione, modificano quell'ESSERE PRESENTE in genitori ,  che proiettando le proprie paure, orientano il comportamento del bambino verso una direzione precisa anzichè lasciarlo libero di manifestarsi in modo spontaneo.
Negli ultimi anni, nella cultura popolare, si è diffuso il termine "genitori spazzaneve" riferendosi a coloro che che fanno di tutto e di più , per rimuovere ogni ostacolo e difficoltà dalla vita dei figli, in modo che la vita sia più serena e tranquilla.... come essere in una campana di vetro.
 Intanto bisogna fidarsi, cercando di vivere "meglio" i momenti che condividete.
Poi smettere di preoccuparsi  e occuparvi di tutto, lasciando che i bambini ci provino da soli, anche sbagliando....sì, anche se l'ansia è tanta. 
Il compito del genitore, come dell'educatore, non è sostituirsi ai bimbi, ma esserci. 
Non si riflette mai abbastanza sull'importanza dei ragazzi nel fare da soli, sbagliare, soffrire e rialzarsi per imparare ad affrontare le difficoltà.
Esserci dopo un litigio con un amico, dopo essere caduti, dopo aver perso un gioco, con un abbraccio, un sorriso, con il vostro sostegno dopo un brutto voto. Esserci attraverso un incorragiante presenza e soprattutto come valido esempio per loro.

venerdì 25 ottobre 2024

Dormire per un bambino, è fondamentale per la  crescita.
 Dormire bene migliora lo sviluppo psico-fisico.
Il tempo del sonno, in un'età in cui il bambino si sta formando, almeno fino ai 10 anni, va assolutamente protetto. 
In particolare nella prima fascia  0-3, quando ci sono problemi di sonno  perché i bimbi sono combattuti tra il desiderio di stare con i genitori, le persone a cui vogliono bene, e la voglia di essere indipendenti.
Anche qui la regolarità dei tempi e momenti sono indispensabili, come le routine al nido.
Chiaro poi che l'applicazione di alcune regole per il buon sonno, da parte degli adulti, è il primo aspetto da cui partire.
Ma quali regole?
In questo periodo storico la prima regola da rispettare è non dare e usare il cellulare a letto. Gli studi confermano l'accumulo di neurotossine, che agiscono sul sistema nervoso, e causano disturbi del sonno e insonnia cronica. Prima di coricarsi evitare bevande con caffeina ( cioccolata, coca cola, tè). Non fare giochi di movimento che possono interferire con l'addormentamento. Stare vicino al bimbo fino all'addormentamento ( se ha problemi o piange)  senza colmarlo di attenzioni. Creare un rituale per l'addormentamento fissando orari regolari per il sonno e dormendo nel proprio letto. 
Sicuramente la ninna nanna cantata dal genitore occupa un posto privilegiato, rafforzando il legame tra bimbo e genitore.
 Importante è ricordarsi che ogni bimbo è diverso...non esistono regole che vanno sempre bene per tutti.
l'importante è tenere un atteggiamento tranquillo che trasmetta serenità al bambino.

 





venerdì 4 ottobre 2024


 E' giusto che sia il bambino a scegliere? Esiste giusto e sbagliato per il bambino?

 Prima di tutto dobbiamo distinguere tra bisogno e desideri. 
Un bambino che chiede di giocare o avere un cellulare... non è certo un bisogno, ma un desiderio.
 A questo punto sta al genitore  porsi come "specchio" per andare un pò oltre la superficie della richiesta e capire il sentimento del bambino e il motivo della richiesta.
L'educatore si deve sentire libero di dire si o no davanti alla richiesta del bambino, in base alla situazione del momento. Davanti alla chiarezza e l'onestà della risposta sarà come fare i conti con le necessità e i sentimenti degli adulti che ha vicino. E la rabbia o il capriccio, accettati dall'adulto con pazienza e calma, diventeranno per il bambino scuola per accettare più velocemente i sentimenti negativi e le frustrazione. Davanti ai si, sarà un modo per condividere la gioia.
Sicuramente sui comportamenti e le scelte dei bambini influisce l'ambiente e le testimonianze delle persone che ha attorno nella vita di tutti giorni.
Se un comportamento negativo è seguito da condizioni negative e spiacevoli, diminuisce la frequenza della ripetizione del comportamento

lunedì 9 settembre 2024


Aver paura di sbagliare, parlare sottovoce e non guardare negli occhi, poca voglia di mettersi in gioco, sono spesso segni di bassa autostima, avere una bassa considerazione delle proprie idee e capacità e pensare che si è poco utili per gli altri.
 In questa situazione molto spesso si fa fatica a chiedere aiuto.
Ciò vale per i bambini piccoli, per gli adolescenti e anche per chi ha già raggiunto da tempo l'età della cosiddetta maturità.

Eppure da piccini i bambini manifestano il desiderio di essere al centro dell'attenzione di genitori, nonni, educatori, attraverso sceneggiate, capricci, fughe quando gli adulti si presentano al nido o a scuola per riportarli a casa.

Prestare attenzione ai nostri bambini, dà loro sicurezza , gioia e ...autostima con un atteggiamento positivo verso la vita .
Qualche giorno fa mi trovavo in un centro commerciale. Ok ...fuori era molto caldo.
mi soffermo a guardare un a mamma con 2 bimbi di 2- 4/5 anni che, mentre faceva giocare i bambini su tutti i tipi di gioco a pagamento, automobilina, trenino, cavallino ecc.,, lei guardava e chattava al cellulare.
Attenzione è ...guardare  in faccia un bimbo quando ci racconta qualcosa, giocare con lui nel tempo che abbiamo insieme, dirgli di no o si quando è necessario, spiegandone il motivo, condividere alcuni momenti della giornata, sottolineare la soddisfazione o l'apprezzamento quando ci aiuta in casa, o ha preparato qualcosa  per noi, abbracciarlo e dire  " ti voglio bene" dando la garanzia che non ci dimentichiamo mai di lui. 
Sicuri di questo poi, è più facile per loro attendere  che gli adulti dedichino loro attenzione.
" Per sviluppare una sana autostima un bambino deve sentirsi prezioso e utile per i suoi genitori e, di conseguenza, "valere" l'affetto e l'amore da parte loro." ( J.Juul > psicoterapeuta danese)

venerdì 16 agosto 2024





 

Tempo di vacanze, tempo di riposo.
Ma non di mancanza di regole.
Bambini di 2-3 anni  che si rifiutano di prendere la medicina, oppure che in un salone di mobili fanno quello che vogliono, stendendo stoviglie ovunque o saltando sui divani. Oppure decidono loro a che ora andare a letto, o giocare a nascondino in Chiesa.
Più allarmante è vedere gli adulti impotenti e accondiscendenti.
Nel tempo finalmente si sono riconosciuti i bambini come persone da rispettare fin da subito.
Ma ciò non vuole dire sottomissione, impoverendo la crescita, ma necessità delle regole della comunità, regole da comprendere e interiorizzarle, tanto da sapersela poi cavare.
Il bambino osserva, curiosa, memorizza fin da subito. L'ambiente e le persone che lo circonda è fondamentale, per vedere come ci si relaziona, come si presta attenzione agli altri, come si ascolta e si dialoga.
Ma i bambini ci mettono alla prova sfidandoci, cercando di capire dove sta il limite quando fanno un capriccio: cogliere questi gesti provocatori è il momento in cui il bambino chiede di insegnargli una regola. Sgridarlo e basta è perdere un'occasione fondamentale.
La vacanza deve essere un momento di riposo e di scoperta, per imparare ..anche dagli errori e dagli sbagli. In questo l'adulto e le regole sono fondamentali per la crescita



 

giovedì 1 agosto 2024


 Lo stupore è un bisogno innato in ogni persona
A differenza di noi adulti, i bambini non danno nulla per scontato, o " già visto". Tutto ciò che li circonda sono fonti inesauribili di scoperta:  nella natura, in un giardino, nel mare, nel guardare insetti o animali.
Guardano il tutto con meraviglia alla scoperta del perché o come. Così nascono domande, ipotesi, scambi di opinione, esperimenti, insomma é apprendimento.
La curiosità spinge però anche ad incontrare ostacoli, che diventano motivo di sfida e crescita, di forza di volontà e caparbia.
 Noi adulti ci dobbiamo porre come "architetti" dello stupore, togliendoci dall'essere sempre insegnanti e conoscitori di ogni risposta e  controllo.
 Mettere a disposizione tempi, spazi, materiali adeguati, senza esagerare, é il nostro compito e l'altro è fidarsi dei bambini e farsi coinvolgere nelle loro esperienze. 
Sicuramente come adulti, attenzione a non dare tutto scontato senza dare valore a ciò che c'è intorno. Quando smettiamo di essere curiosi si rischia la noia, invece è fondamentale lasciare spazio nella relazione con i bambini, alla capacità di sorprenderci e stupirci come se ...  guardassimo "con i loro occhi".
"Se un bambino deve tenere vivo il suo senso innato di meraviglia, ha bisogno della compagnia di almeno un adulto con cui condividerla, riscoprendo in lui la gioia, l'eccitazione e il mistero del mondo in cui viviamo"  R.Carson ( biologa e zoologa)














giovedì 11 luglio 2024


 .....rifugio di montagna, giornata fredda e nuvolosa. Giungono  nonna, mamma e  Luca un bimbo di 6-7 anni . La nonna, con tono perentorio " Luca basta con quel cellulare e quei giochi stupidi, guarda il panorama e respira a pieni polmoni questa aria pura". 5 minuti dopo la nonna si accende una sigaretta e si mette  a fumare davanti al bambino.

In un agriturismo una  famigliola  a pranzo, con babbo, mamma e 2 bambini che guardano video su tablet.
" Basta, adesso siamo a tavola e non si guardano video ma parliamo tra noi" dice il babbo. Qualche minuto dopo suona il cellulare del babbo che si alza e si assenta per almeno 15 minuti.

Facile imporre regole, o  esprimere morali, DIFFICILE MANTENERLE .
L'autenticità del nostro comportamento di educatori è basilare. Autenticità nell'esprimere emozioni, regole, pensieri, in sintonia con il nostro modo di essere, per cui credi e vivi ciò che dici.
Troppo spesso pensiamo che i bambini capiscano poco e non ricordino ciò che vedono...ma non è così.
Mamme che  chiedono all'educatrici pareri su come comportarsi quando il bambino si comporta in un determinato modo...e lo chiedono con il bimbo in braccio. Ma  i bambini a 1 anno e mezzo comprendono molte parole ed eseguono  già semplici richieste. 
Ricordando che per un bimbo  l'imitazione è un fattore di apprendimento, e non solo  imitazione degli adulti, ma  dai 4-5 anni anche degli altri bambini, all'adulto viene richiesta un'autorevolezza, spesso dimenticata e confusa con autorità, che propone con semplicità e chiarezza,  coerenza e regole di vita con positività .  Così i bambini sperimentando e sbagliando, ma con a fianco un a figura di riferimento potranno scoprire il mondo senza paura.

martedì 18 giugno 2024


 " Mia figlia, Lucia, ha 2 anni, e sceglie lei cosa vuole fare, mangiare, o andare, io non la contraddico mai per non farla piangere".

Fino 3/ 4 anni una bimba, non riesce a filtrare l'atteggiamento dell'adulto e la sua rigidità, così come un bimbo non sa regolare le sue emozioni. L'atteggiamento oppositivo capita spesso, se non costantemente.
 Educare alle scelte, passando attraverso lo sbaglio, fa parte del percorso della vita.
Stimolare all'autonomia, imparare a vestirsi da sola, a mangiare con le posate, a scegliere il libro da guardare, è il percorso naturale di crescita.
 E' importante stabilire che ruolo ha l'adulto.
Intanto essere accanto, sapere che possono contare su di noi. Ciò non vuol dire non farli sbagliare, o evitare pianti di delusione davanti a un no.
 Educare all'autonomia non significa lasciarli a se stessi, senza guida e direzione,  affidando un potere decisionale che non possono gestire.
 Intanto in base all'età sono importanti le opzioni che proponiamo ; a tre anni due o tre  su cui scegliere... sono già adeguate. 
 A 5-6 anni far scegliere dove andare in vacanza o il fine settimana, diventa una responsabilità pesante da reggere e uno scontro con la realtà, ed essere così "schiacciati" e confusi oppure totalmente indifferenti.
Autonomia significa accompagnare contemporaneamente con regole e chiarezza. 
Il dialogo e l'ascolto fanno parte di questo percorso di crescita, anche insegnare  come protestare bene perché non si è d'accordo sulle decisioni prese.
Il compito del genitore, dell'educatore è proprio questo, disegnare un confine, dove pian piano il campo di azione del bambino deve crescere mentre crescono competenze e autocontrollo .

venerdì 24 maggio 2024


 " Ma come ti vesti ?" .... titolo di una trasmissione che consigliava abiti per ogni ora del giorno e per ogni occasione.

Se da adulti, condivisibile o meno, l'abito è un modo per presentarci e comunicare chi siamo, per influenzare gli altri... per distinguerci...non è lo stesso per i bambini !

Frequentare il nido o la scuola dell'infanzia, andare al parco  o fare una gita con la famiglia richiedono alcune semplici regole: comodità, autonomia, libertà .

 COMODITA':  si devono sentire a proprio agio, senza nessuna paura di sporcarsi, ed facilitati nei giochi e nelle attività...una delle cose più terribili è a fine giornata sentire genitori che si lamentano" mio figlia/o si è sporcato"

AUTONOMIA : un bambino , a scuola, deve essere indipendente. Non c' è subito mamma o nonni pronti ad esaudire ogni richiesta. Certo educatici e maestre  sono presenti, ma con tutto il gruppo dei bambini. scarpe, giacche  comode e facili da togliere e mettere. Pian pian imparano ..anche ad allacciare scarpe e abbonare il grembiulino, ma all'inizio meglio una zip e  scarpe senza stringhe.

LIBERTA' :  Si ..anche di decidere se si ha caldo o freddo...per cui essere vestiti a cipolla. Solitamente la paura che si agghiaccino fa si che i bambini siano esageratamente coperti, anche all'interno, sudando facilmente. " ma mamma ha detto che devo tenere la giacca..."

 Ricordiamoci che un bambino è contento delle sue conquiste , anche di svestirsi o vestirsi da solo, sono gratificazioni che fanno parte del processo di autonomia

“Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuole dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri.”(P. Crepet)